Anche il chilogrammo cambia, ma il risultato sulla nostra bilancia purtroppo no. La 26esima Conferenza Generale dei Paesi e delle Misure riunita a Versailles, ha ratificato ufficialmente la variazione delle nostre sette unità di misura fondamentali. Le nuove definizioni entreranno in vigore a maggio 2019 in tutto il mondo.

Sarà un cambiamento epocale che vedrà l’abrogazione delle definizioni di tutte le unità di misura fondamentali: il Chilogrammo, l’Ampere, il Kelvin, la Mole, il Secondo e la Candela non saranno più gli stessi. In particolare le definizioni di Chilogrammo, Ampere, Kelvin e Mole saranno sostituite, mentre la Candela e il Secondo saranno solo riviste. Unico superstite di questo cambiamento inevitabile è il metro, ma solo perché è già stato cambiato nel 1983.

L’obiettivo è quello di rendere le quattro unità fondamentali dipendenti da costanti fisiche universali e riproducibili in ogni luogo e in ogni momento, in modo da evitare gli arrotondamenti dovuti all’alterazione nel tempo degli stessi.

Per ridefinire il chilogrammo, si manda in soffitta l’inaffidabile platino iridio, uno degli elementi più rari sulla Terra, e ci si riferisce alla costante di Planck e alle unità di lunghezza e di tempo già specificate.

L’ampere, unità di misura della corrente elettrica, oggi si definisce come la corrente elettrica corrispondente a un flusso di 1/1,6021766208×10(-19) cariche elementari per secondo. Anche in questo caso la definizione di secondo ci garantisce la precisione e il valore della carica elementare, espresso da quel numero, non crea nessun tipo di ambiguità. Per misurarla come ha fatto Millikan nel 1909 ci serve una goccia d’olio e un apparato sperimentale composto da un condensatore capace di generare un campo elettrico. Dalle misure note della velocità delle goccioline d’olio che cadono all’interno del condensatore, e da altre misure note, si ricava il valore della carica elementare.

Anche il kelvin, l’unità di misura della temperatura, è stata ridefinito a partire da chilogrammo, metro e secondo e introducendo la costante di Boltzmann, che stabilisce la corrispondenza tra grandezze della meccanica statistica e della termodinamica come, per esempio, tra temperatura ed energia termica garantendone l’uniformità dimensionale.

Per la mole, l’unità di misura della quantità di sostanza di un’entità elementare, è stata introdotta la costante di avogadro, ovvero il numero di particelle, atomi, ioni o molecole, contenute in una mole che diventerà così il rapporto tra quel numero e sé stesso.

Infine, la candela, l’unità di misura dell’intensità luminosa in un determinata direzione. Nella nuova definizione si mettono in gioco la solita costante di Planck e la frequenza del Cesio, oltre al valore numerico dell’efficienza luminosa di una radiazione elettromagnetica monocromatica di frequenza fissata in 540×10(12) Herz. Ma, se vogliamo, possiamo continuare a riferirci all’intensità luminosa di una candela di cera, tenendo conto che la luce di una normale lampadina a incandescenza da 100 Watt equivale a quella di circa 130 candele di cera.

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