Si auto definisce il “social della gentilezza”, ma dietro il fenomeno Instagram si nascondono problemi importanti. A dirlo è la scienza: psicologi e sociologi si sono messi a studiare i comportamenti degli utenti e hanno fatto scoperte non proprio positive. Dalla parte sua Instagram ha il fatto che, a differenza dei suoi simili, lascia più posto all’intrattenimento liberandoci da un po’ di stress quotidiano. 

Ma oltre a questo, cosa spinge milioni di persone a preferirlo rispetto a Facebook o Twitter? E soprattutto, cosa ci comunica quel mare di foto che ogni giorno genera la bellezza di 4,2 milioni di “like”? A giugno ha raggiunto un miliardo di utenti attivi e sembra essere a tutti gli effetti uno dei passatempi tecnologici preferiti dell’umanità.

Se il mito di Narciso rivivesse oggi punterebbe sicuramente verso Instagram, il moderno lago dove specchiarsi fino a caderci dentro. I tratti riconosciuti dagli psicologi degli utenti più narcisisti del social fotografico, passano dall’esibizionismo all’insensibilità, dall’estroversione alla manipolazione, passando per superiorità, aggressività, indifferenza e ricerca di consenso. Mentre per i più vulnerabili hanno riconosciuto inadeguatezza, vuoto, vergogna, rabbia, impotenza, ipervigilanza e timidezza. 

Se siete tra quelli che pubblicano foto di sé durante eventi importanti per impressionare i follower (e magari condite lo scatto con hashtag tipo #followforfollow) forse potreste avere qualche problema di insicurezza e vulnerabilità. Questo perché, spiegano gli scienziati, “Instagram è utilizzato per cercare un feedback positivo per contribuire a rafforzare l’autostima”. Se invece siete più inclini a pubblicare foto di voi stessi in tutte le situazioni della vostra quotidianità siete il classico narciso, sicuro di sé e sempre pronto a mettersi in bella mostra con il mondo intero. Secondo la scienza Instagram sembrerebbe attrarre proprio chi risponde a questi identikit psicologici, perché propone interazioni superficiali condite con simpatiche gif animate. 

Un’indagine della United Kingdom’s Royal Society for Public Health reputa Instagram il peggior social per la salute mentale: l’affermazione della propria identità è stata in questo caso associata ad alti livelli di ansia, depressione, bullismo e FOMO (fear of missing out, ovvero la paura di essere tagliati fuori). Secondo la ricerca, i post sui social media possono anche creare aspettative non realistiche e sentimenti di inadeguatezza e bassa autostima.

Questo potrebbe spiegare perché Instagram, dove le foto personali sono al centro dell'attenzione, ha ricevuto i punteggi peggiori per le sue implicazioni su immagine del corpo e ansia. Che il problema sia particolarmente sentito se ne sono accorti anche gli operatori stessi del social, che da qualche tempo propongono a chi usa hashtag come #depression, la possibilità di poter contare su un supporto online immediato. 

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