Nuova reputazione per la ketamina che, usata spesso a scopi dissociativi e allucinogeni, d’ora in poi potrebbe essere assunta per fermare i sintomi della depressione. Uno studio la classifica infatti come una nuova tipologia di antidepressivo e potrebbe dare vita al primo nuovo farmaco antidepressivo da più di 30 anni.

Il meccanismo scientifico per cui la ketamina ostacoli i sintomi della depressione è ancora poco chiaro: per anni, i ricercatori hanno creduto che funzionasse agendo su una rete di recettori cerebrali chiamata sistema del glutammato, che altri antidepressivi popolari ignorano, ma un nuovo studio suggerisce che la ketamina influenzi anche la rete degli oppioidi del cervello – la stessa che è coinvolta dagli antidolorifici oppiacei.

Da droga a farmaco e le case farmaceutiche Allergan, Johnson & Johnson e un produttore di farmaci con sede a San Francisco, chiamato VistaGen, sono già sull’attenti. Tutte hanno preso in considerazione la ketamina come fonte di ispirazione per il prossimo antidepressivo di successo.

Shawn Singh, Ceo di VistaGen, è convinto che questo farmaco sarà fondamentalmente diverso da tutti gli altri antidepressivi che sono stati approvati finora. Il nuovo documento, pubblicato l’11 settembre sull’American Journal of Psychiatry e finanziato dal National Institutes of Health, è il primo a far luce sul modo in cui la ketamina esercita i suoi effetti nel cervello. Alan Schatzberg, un coautore della ricerca e professore di psichiatria a Stanford, ha dichiarato che spera che i produttori di farmaci possano utilizzare la scoperta del proprio team per ottimizzare i loro sforzi ed evitare le insidie di altri potenziali antidepressivi che hanno fallito. “Prima di iniziare lo studio, avevo alcuni dubbi sull’uso della ketamina per il trattamento della depressione”, ha detto Schatzberg. “Ora ho visto il farmaco funzionare, ma ho anche visto che non funziona come la gente pensava inizialmente.”

La maggior parte degli antidepressivi esistenti, da Abilify a Zoloft, funziona tappando i punti in cui il nostro cervello assume la serotonina, un messaggero chimico che svolge un ruolo chiave nell’umore. Il risultato è più serotonina libera e, in alcune persone, il sollievo da una cortina oscura di sintomi depressivi.

Ma quegli effetti non si verificano in tutti coloro che assumono le sostanze. Infatti, fino all’80% delle persone che provano antidepressivi esistenti non riescono a vedere i risultati. Inoltre, i farmaci impiegano dalle quattro alle sei settimane per funzionare. Di conseguenza, la depressione rimane una delle principali cause di morte al mondo.

La ketamina, invece, colpisce gli interruttori chiave nel cervello chiamati recettori NMDA tappandoli e stroncando i sintomi depressivi in poche ore.

 

 

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