Carriera “intelletuale” o “operaia”? Secondo l’Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, 14 posti di lavoro su cento in fabbrica sono minacciati dall'automazione e altri 34 dovranno mutare radicalmente per tenere il passo delle industrie 4.0. Tutto ciò che rimarrà manuale dovrà comunque essere altamente qualificato. In quest'ottica, l'Osservatorio JobPricing ha focalizzato la sua attenzione sui settori e le aziende italiane che offrono le maggiori soddisfazioni retributive a manager e cosiddetti white collar, gli impiegati con funzione di carattere intellettuale.

Nella prima edizione del Salary Ratings, JobPricing rileva che farmaceutica e biotech, oil&gas e banche e servizi finanziari sono le tre industrie che pagano meglio i loro "lavoratori intellettuali", con una retribuzione annua lorda (RAL) che nei primi due casi si aggira sui 44mila euro e nel terzo sui 42mila. Non male, se si considera che la media delle 35 industry mappate è di 35mila euro e che un operaio (quindi fuori dalla popolazione lavorativa osservata) si ferma sotto i 25mila euro. Subito giù dal podio vengono il settore navale e l'automazione. In coda a questa classifica su si trovano invece la ristorazione, il turismo e l'arte/intrattenimento: settori nei quali si fatica a battere la soglia dei 30mila euro.

Giuseppe Guerra, executive director di Spring Professional - la società di The Adecco Group specializzata in middle management - delinea chiaramente come la ricerca di una gratificazione in busta paga non potrà prescindere dal lavoro "di pensiero". "L'automazione industriale, il progresso digitale, la nascita di nuovi servizi spingeranno la crescita di professionalità che sono in genere meglio retribuite rispetto ai lavori manuali. È evidente come la partita sui compensi e i percorsi di carriera si giochino sul terreno della formazione e delle competenze. Non solo hard, ma anche soft".

L’imperativo è quindi restare aggiornati. World Economic Forum ha rilevato che già oggi un adulto su quattro ammette di avere competenze disallineate rispetto alla propria occupazione. E senza un cambio di passo alla voce della formazione e dell'istruzione, c'è da scommettere che il futuro prossimo esacerberà queste distanze. Alessandro Fiorelli, ceo di JobPricing, riconosce come "le differenze fra il mercato retributivo dei lavori 'intellettuali' e 'manuali' pongono non pochi interrogativi: viene da chiedersi se le trasformazioni tecnologiche che stanno impattando sul mondo del lavoro porteranno ad un progressivo allineamento delle retribuzioni verso l'alto, secondo l'attuale struttura di mercato, oppure se si assisterà ad una progressiva 'svalutazione' dei lavori intellettuali".
L'automazione ci costringerà a formarci e aggiornarci di più e meglio, ma contribuirà anche ad arricchire i nuovi lavoratori? "Francamente ora è difficile dare risposte", dice Fiorelli. "Ma una cosa è chiara: la progressività della struttura retributiva è destinata ad accentuarsi e a polarizzarsi, con differenze che saranno sempre più significative non solo fra lavori intellettuali e non, ma anche all'interno delle stesse professioni intellettuali".

Per cercare le occasioni professionali economicamente più gratificanti, il rapporto Salary Ratings offre uno spaccato dei migliori pagatori, a seconda del settore d'appartenenza. Fatto 100 euro lo stipendio medio di un lavoratore di intelletto, nel settore degli alimentari e beni di consumo P&G Italia offre un compenso di 112,5 e la Barilla di 110,7. Nei servizi finanziari spiccano Sara Assicurazioni (indice 111,1) e Ubs Italia (108,6), seguiti a stretto giro da UnipolSai (106,9) e Cdp (106,1). Se il sogno è lavorare nella Motor Valley, tra Lamborghini (108,7) e Ducati (105,4) si casca sempre in piedi. Segno che i tedeschi della Volkswagen hanno saputo coltivare i talenti italiani, e non a caso la filiale tricolore del gigante di Wolfsburg è al terzo posto. Nel fertile comparto farmaceutico, spicca il nome italiano della Recordati (105), mentre nell'energia la Edison passata ai francesi (106,3) capeggia un podio chiuso dalle utility municipali A2a (104,5) ed Hera (103,8). Se la Grande distribuzione stagna sotto la media di 100 anche nelle sue punte di diamante (Metro e Carrefour), si sale ben oltre quando si parla di software e Tlc. Nel primo caso, il paradiso degli stipendi è la Microsoft (111,8); nel secondo Cisco Systems Italy (113,9). Infine la moda, vanto nel Made in Italy: i manager e white collar di Luxottica guardano tutti dall'alto (103,9).

 

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