L’intelligenza artificiale potrebbe diventare il prossimo supereroe nelle nostra città. Immaginate se da un pezzetto di cervello di un topo tenuto ex vivo e attaccato a micro elettrodi, si potessero studiare le reazioni agli stimoli, scoprendo che l’attività cerebrale è controllata da pochi neuroni in grado di categorizzare l’informazione in concetti. È quello che hanno fatto gli scienziati del Cnr fiorentino insieme ai colleghi di Tel Aviv, che hanno tradotto questa funzione in un algoritmo dato poi in pasto all’intelligenza artificiale degli scienziati dell’azienda israeliana Cortica.

Questi hanno creato un sistema in grado di percepire le intenzioni di un soggetto osservandone micro espressioni e comportamenti.  Cortica entrerà in funzione in India grazie a una partnership con Best Group per analizzare l’enorme flusso di dati delle telecamere a circuito chiuso nelle aree pubbliche. È solo l’ultimo sviluppo della Crime Prediction, che lontana dalle visioni di Minority Report, è già realtà. Se lo trovate inquietante fateci l’abitudine. La tecnologia sta infatti muovendo passi da gigante in questa direzione per difendere le future smart city metropolitane che vedranno riversarsi al loro interno la stragrande maggioranza delle persone, dando vita a scenari fantascientifici.

Le smart city dovranno difendersi dagli attacchi informatici vista l’onnipresenza del sistema IoT, che al momento in fatto di sicurezza è un colabrodo. Ecco perché il concetto di smart city si avvicina sempre di più a quello della safe city, con soluzioni indirizzate sempre più alla sicurezza pubblica in grado di predire calamità naturali, azioni terroristiche, incidenti a infrastrutture e chi più ne ha più ne metta. Tra le aziende leader del settore c’è la svedese Hexagon Safety & Infrastructure con il suo Intergraph Business Intelligence per la sicurezza pubblica, in grado di monitorare e analizzare un’enorme quantità di dati per prevedere l’evoluzione di uno scenario.

L’obiettivo di tutto ciò è arrivare a ottenere un ecosistema autonomo connesso (Ace), cioè un insieme di sistemi che si connettono in maniera autonoma sfruttando l’intelligenza artificiale e la tecnologia di edge computing che permette di spostare verso la periferia la capacità analitica, convogliando così nell’elaborazione centrale soltanto l’informazione raffinata. Nel caso delle forze dell’ordine ciò consente di portare nel centro decisionale di una sala di gestione delle emergenze informazioni utili per la salvaguardia delle persone, permettendo di agire in anticipo, predire un crimine o una catastrofe. Insomma si prospetta un futuro in cui l’intelligenza artificiale sarà in grado di prendere decisioni. Quindi se avete tic o modi di fare strani, fate attenzione perché l’intelligenza artificiale potrebbe interpretarlo male. 

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