Vedere per credere. È quello che ha in mente di fare un gruppo di terrapiattisti per scoprire con i propri occhi se la Terra sia effettivamente tonda o piatta. Per farlo hanno organizzato una crociera: salperanno su una nave extralusso e, senza affidarsi al gps, punteranno verso la fine del mondo. Ovvero, quel punto che, secondo le loro teorie, è delimitato dai ghiacciai dell’Antartide che ci impedirebbero di cadere giù.

La crociera della Terra Piatta è in programma nel 2020. L’ha ideata la Flat Earth International Conference, un gruppo che su Facebook negli Stati Uniti conta 700 aderenti. L’organizzatore Robbie Davidson per ora non si sbilancia nel fornire dettagli. Mentre sul sito del gruppo l’iniziativa viene presentata come la “più grande, più audace, più bella avventura tentata finora”, con piscine e scivoli da aquapark sui ponti di una scintillante nave da crociera.

Tra le scintille che hanno fatto scattare il dubbio, il divieto per i privati di superare il 60esimo parallelo sud: «Solo spedizioni governative possono spingersi in Antartide. Ma noi siamo sicuri che abbiano qualcosa da nascondere. Il capitano Cook riferì di un muro di ghiaccio assai più lungo del periplo dell’Antartide e l’esploratore Richard Bird raccontò di aver visto, sorvolando quelle terre, zone libere dai ghiacci e con un clima temperato» commenta dall’Italia Albino Galuppini, autore di Quaderni dalla Terra Piatta, libro edito con il self-publishing. E non è tutto: per i terrapiattisti, in quelle aree inesplorate, potrebbero ancora vivere i dinosauri.

Idee astruse? A guardare dai sondaggi non così tanto: ad aprile YouGov aveva intervistato 8mila persone e aveva stimato che ben il 2% degli americani crede a queste teorie. Percentuale che cresce in modo inquietante al diminuire dell’età: arriva al 4% nella fascia 18-24 anni. A rinfocolare un’idea che era stata messa abbondantemente alle spalle già nel medioevo, contribuiscono oggi vagonate di video su YouTube, alcune associazioni, spesso in polemica fra loro, e una manciata di sportivi e star dei reality Usa.

E poi c’è Mike Hughes, californiano, che a 61 anni, raccogliendo fondi fra chi la pensa come lui, ha costruito un razzo e si è lanciato nel cielo nel tentativo di smentire un paio di millenni di pensiero filosofico e scientifico, dimostrando che la curvatura dell’orizzonte esiste solo nelle immagini manipolate della Nasa. Peccato che, dopo aver raggiunto i 600 metri di altezza a marzo, il raggio sia atterrato con tanto di botta alla schiena per Hughes, che comunque non si è arreso e ha promesso di ritentare. Nel frattempo i terrapiattisti organizzano la loro prima crociera: da lì i tuffi possono riuscire meglio.

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