Il loro motto è “Non spendere per distruggere, investi per creare”. Il progetto Etuix nasce 8 anni fa in Ticino e ricicla poster pubblicitari in PVC che, a fine campagna, sarebbero destinati alla distruzione per trasformarli in oggetti unici di lusso, quali borse, valigie, scarpe, cinture e tanto altro.

Dall’incontro tra la filosofia ecologica, la creatività e la passione per il fashion nasce un progetto che sfata la convinzione secondo cui il rispetto per l’ambiente sia nemico del progresso e unisce lo “swiss concept” al “made in Italy”.

L’idea è nata nel 2008 da Gianmarco Galli, che da 16 anni è a capo della Lapix Sagl, un’azienda che opera nel campo del marketing e della comunicazione outdoor. L’impresa aveva necessità di smaltire i maxi-poster pubblicitari, ma, essendo i costi di smaltimento troppo elevati, immagazzinava il materiale in un garage. Quando ci fu la necessità di liberare il posteggio, Galli ha partorito quella che si sarebbe rivelata un’idea geniale: ha pensato di riciclare il materiale, trasformandolo in oggetti unici. Inizialmente si è rivolto ad una selleria ticinese, da cui poi è nato il primo prototipo di borsa. La startup è cresciuta e, col crescere della produzione, ha scelto di appoggiarsi a ditte specializzate nella pelletteria, che producono tutt'ora articoli di lusso per brand di fama mondiale. Il metodo di lavorazione del PVC è infatti molto simile a quello della pelle.

Ma la storia non è finita: con il diminuire del mercato delle affissioni in Svizzera, l’azienda ha scelto di trasferirsi a Dubai, dove il mercato è ancora molto florido: sono prodotti circa un milione di metri quadrati all’anno di cartelloni in PVC. Inoltre, l’imminente esposizione universale, che si terrà nel 2020, ha comportato maggiori investimenti, da parte del governo, in progetti eco-friendly. La presenza di Matteo Boffa, co-founder del progetto che da 2 anni vive a Dubai, ha favorito questa opportunità.

Etuix non usa solo la cartellonistica stradale ma anche materiale in PVC proveniente da eventi e dal mondo della costruzione. Per finalizzare i prodotti utilizza inoltre le cinture delle auto in demolizione e gli scarti della pelletteria per le finiture, affinché possa essere garantito un maggior prestigio all’oggetto ed una notevole resistenza. La produzione viene attentamente monitorata nei minimi dettagli. Come il principio cardine dell’azienda, anche il processo produttivo è attento all’ambiente: grazie al riciclo del PVC, Etuix evita notevoli emissioni di anidride carbonica nell’ambiente (CO2). Un valore aggiunto che contribuisce a rendere i prodotti di Etuix un unicum nel mercato mondiale. Le valigie, per esempio, sono le sole ad essere immediatamente riconoscibili durante le trafile infinite agli aeroporti, destando anche curiosità.

Gli obiettivi futuri sono espandere l’e-commerce, gli shops e spostare la produzione, che attualmente è in Italia, in Medioriente, per rendere i prodotti ufficialmente a chilometro zero. Anche se, per farlo, occorre il know-how di professionisti italiani pronti a istruire i locali circa gli standard elevati di qualità e design nella produzione.

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