Nei prossimi 3 anni saranno più di 80mila i posti di lavoro offerti dall’industria 4.0 nel nostro Paese. Il lavoro insomma c’è, ma mancano le competenze per rispondere adeguatamente alle posizioni aperte. È questo il quadro che emerge dall’Osservatorio delle competenze digitali 2018 condotto dall’Associazione Nazionale Imprese ICT.

Il settore dell’ICT, ovvero tutte quelle aziende che si occupano di nuove tecnologie nell’ambito dell’informazione e della comunicazione, è in una fase di grande crescita, tanto che solo nel 2017 sono stati 64mila gli annunci di lavoro da parte di queste imprese. E questa tendenza è destinata a crescere ancora fino ad arrivare a una stima di 88 mila nuovi posti di lavoro nei prossimi 3 anni.

Ma quali sono i profili più ricercati? In primis gli sviluppatori con il 49% delle offerte, seguono i consulenti ICT con il 17% e la progressiva richiesta di professionisti come service development manager, big data specialist e cybersecurity officer, tutti legati alle trasformazioni digitali delle aziende.

Il problema principale è il divario tra domanda e offerta. Secondo l’osservatorio per il 2018 il fabbisogno di laureati del settore tecnologico per le aziende si aggirerebbe attorno le 12.800 e le 20.500 persone, a fronte di circa 8.500 laureati. Con questo trend il 58% delle posizioni rimarrebbe vuoto per mancate competenze.

Fondamentale quindi è combattere la dispersione scolastica, il rinnovamento dei corsi di studio proposti per adeguarli alle esigenze reali del mondo lavorativo e il rafforzamento della formazione perenne in azienda.

Instant Future

Instant Future (IF) è un progetto di comunicazione digitale sui temi dell'innovazione, del futuro prossimo e della tecnologia che migliora la vita dell'uomo.


Social


© Copyright 2018 Instant Future - All rights reserved.