Per Space Economy si intende tutta quella filiera che parte da ricerca, sviluppo e realizzazione di infrastrutture spaziali fino ad arrivare alla generazione di prodotti e servizi innovativi come servizi di telecomunicazioni, di navigazione e posizionamento, di monitoraggio ambientale previsione meteo, ecc. La Space Economy è oggi una delle più promettenti traiettorie di sviluppo dell’economia mondiale dei prossimi decenni.

L’Italia vanta una lunga tradizione nelle attività spaziali: tra le prime nazioni al mondo a lanciare e operare in orbita satelliti, è tra i membri fondatori dell’Agenzia Spaziale Europea, di cui è oggi terzo paese contributore.

I numeri della Space Economy italiana

Secondo un’indagine condotta dall’Asi con l’Istituto per il commercio estero Ice e le associazioni di categoria Aiad, Aipas e Asas sono circa 250 le aziende nazionali attive sulla frontiera cosmica e in grado di realizzare da sistemi completi alle varie componenti. La loro produzione complessiva ha superato 1,6 miliardi di euro e coinvolge settemila addetti in lavorazioni di alta tecnologia. Il risultato è che tra il 2014 e il 2017 si è registrato un aumento dell’occupazione del 3%: un valore tra i più significativi del panorama industriale italiano.

Il “Piano Strategico Space Economy”

L’Italia ha definito un "Piano Strategico Space Economy", che prevede un investimento di circa 4,7 miliardi di euro, di cui circa il 50% coperto con risorse pubbliche, tra nazionali e regionali, aggiuntive rispetto a quelle ordinariamente destinate alle politiche spaziali.

Il Piano si articola in 5 linee programmatiche, in linea con le iniziative condotte a livello europeo e con l’obiettivo di valorizzarne al massimo l’impatto a livello nazionale: telecomunicazioni satellitari (Mirror GovSatCom), per lo sviluppo di nuovi sistemi di comunicazione satellitare; supporto alla partecipazione nazionale a GALILEO (Mirror Galileo) e relativa infrastruttura, mirato alla gestione del traffico; supporto a Copernicus (Mirror Copernicus), per la realizzazione di sistemi per l'ambiente e la gestione dei rischi; esplorazione spaziale e sviluppi tecnologici connessi.

Il piano delinea le linee di sviluppo proiettate al 2030 indicando i programmi in grado di sostenerle riguardanti dalle telecomunicazioni all’osservazione della Terra e al trasporto spaziale.

Avio quotata in Borsa nel 2017

Avio, prima società al mondo di lanciatori spaziali, nel 2017 è arrivata persino a essere quotata in Borsa. Alla base c’era il successo del vettore Vega dedicato al lancio di satelliti fino 1.500 chilogrammi e ora in fase di progressivo potenziamento con nuove versioni in grado di portare satelliti più pesanti. La perfezione dimostrata nei primi 13 lanci stabiliva un record mondiale. «L’accesso allo spazio è il collo di bottiglia delle attività spaziali — nota Giulio Ranzo, amministratore delegato di Avio — e il mercato dei vettori trova prospettive soprattutto nelle economie emergenti. Questi Paesi offrono grandi opportunità e non a caso quest’anno abbiano firmato accordi di lancio sia con la Thailandia che con la Corea del Sud. L’Italia ha le competenze per competere e deve impegnarsi nell’esportazione dei propri prodotti in particolare nel Far Est, nel Medio Oriente e nell’America latina».

Avio ha sollecitato l’interesse di numerosi investitori tra i quali ci sono da Leonardo al gruppo Cairo, editore del «Corriere della Sera». Significativo è poi il recente accordo siglato da Space Alliance, formata da Thales Alenia Space e Telespazio, partecipate da Leonardo, con l’americana Spaceflight Industries, per costruire la costellazione BlackSky formata da 60 piccoli satelliti per l’osservazione della Terra. Leonardo ha già sviluppato la tecnologia osservativa per il satellite Prisma dell’Asi italiana (costruito da Ohb Italia e prossimo al lancio) e che ora sarà applicata alla costellazione. «La collaborazione tra le due aziende — dice Luigi Pasquali, coordinatore delle attività spaziali di Leonardo e amministratore delegato di Telespazio — sarà in grado di assicurare a Telespazio e a BlackSky una forte spinta per accedere ai mercati di punta nella geo-informazione, con un’offerta di prodotti e servizi di grande innovazione».

Space Alliance e NorthStar Earth and Space

Sempre Space Alliance, investendo 52 milioni di dollari canadesi, ha acquisito una quota di NorthStar Earth and Space, società di servizi canadese per la fornitura di 40 satelliti per la ricognizione dei rischi provenienti dallo spazio e l’osservazione della Terra. Aggiunge Pasquali: «Il nostro gruppo vuole agire da protagonista nella space economy guardando pure a settori destinati a crescere a breve e considerando la scena internazionale, visto che l’Europa qui va a rilento». Da anni, inoltre, Thales Alenia Space Italia fornisce alla Atk Orbital americana i moduli per Cygnus, il veicolo di rifornimento della stazione Iss. Ma nel frattempo la space economy italiana ha visto, oltre il consolidarsi nella Penisola di società come Ohb Italia, Space Engineering-Airbus e Sitael, pure la nascita di nuove piccole aziende.

Altre start up emergenti

Tra le realtà che puntano sulla Space Economy ci sono D-Orbit, fornitrice del «servizio taxi in orbita», AresCosmo con i sistemi di sbarco per Marte, Argotec produttore della macchina per il caffè sulla Iss, Kayser Italia per servizi scientifici o la T4i di Padova che fabbrica i microrazzi a plasma per piccoli satelliti.

All’Università Bocconi è attivo il See Lab, un think tank per esplorare le possibilità economiche offerte dallo spazio.

Il turismo spaziale

E c’è chi punta anche sul turismo spaziale, con l’accordo della Sitael di Bari e dell’Altec di Torino con la Virgin Galactic di Richard Branson che con il suo aereo a razzo Space Ship Two decollerà dall’aeroporto di Grottaglie, in Puglia. Ma oltre ai turisti, con Branson si svilupperanno altre attività spaziali. Non a caso Morgan Stanley ha suggerito ai suoi investitori il mese scorso di impegnarsi nel business spaziale, valutando che il reddito generato da questa industria nel 2040 potrà aumentare di oltre 1,1 trilioni di dollari.

Instant Future

Instant Future (IF) è un progetto di comunicazione digitale sui temi dell'innovazione, del futuro prossimo e della tecnologia che migliora la vita dell'uomo.


Social


© Copyright 2018 Instant Future - All rights reserved.