Se l’Italia non può ancora essere definito un Paese bike-friendly, qualcosa sta cambiando. Per ora siamo al diciassettesimo posto tra le nazioni dell’Unione Europea per l’uso delle due ruote, secondo la classifica stilata dalla ECF (European Cyclists’ Federation) con quasi 1,65 milioni di biciclette vendute nel 2015, in netto aumento rispetto all’anno precedente (+6,6%). Di queste, più di 51mila sono e-bike.

Per chi ancora non la conoscesse, l’e-bike è una bicicletta equipaggiata con un motore elettrico. Un mezzo pratico per spostarsi senza fatica e più velocemente di una bici normale. Perché non inquina, è silenziosa e non fa bene solo all’ambiente, ma anche alla salute e alla linea: pedalando un’ora a 25  km/h si consumano in media 850 kcal. In più è economica, si spendono 5 centesimi ogni 100 km che poi equivalgono alle cinque ore di tempo necessarie per ricaricare le batterie.

Se l’Italia non può ancora essere definito un Paese bike-friendly, qualcosa sta cambiando. Per ora siamo al diciassettesimo posto tra le nazioni dell’Unione Europea per l’uso delle due ruote, secondo la classifica stilata dalla ECF (European Cyclists’ Federation) con quasi 1,65 milioni di biciclette vendute nel 2015, in netto aumento rispetto all’anno precedente (+6,6%). Di queste, più di 51mila sono e-bike.

Con l’e-bike, la ricerca tecnologica si è concentrata a sviluppare dei progetti di mezzi  di trasporto capaci di creare un’interfaccia tra uomo e bici, garantendo così una condivisione continua di dati da qualunque luogo ci si trovi.

La tecnologia di oggi è questa, ma in futuro? Sta arrivando un’altra due ruote  che non ha bisogno di elettricità perché funziona grazie all’idrogeno: nei laboratori di Ricerca e Sviluppo del gruppo Linde un team di ingegneri stanno studiando il prototipo delle H2 e-bike per metterla presto sul mercato.