Ormai è tempo di bilanci per l’Expo 2017 di Astana. L’esposizione nella capitale kazaka, tappa intermedia tra Milano 2015 e Dubai 2020, ha aperto i battenti il 10 giugno: 3 mesi dedicati all’energia del futuro, un tema chiave per il pianeta e per il destino di tutti noi. Energie rinnovabili, sostenibilità, ambiente sono stati al centro dei lavori. Un tema caro a tutti…figuriamoci al Kazakistan, il Paese con la capitale più fredda del mondo. Qui si sono toccati addirittura i 52 gradi sotto lo zero.

Domenica 10 settembre la grande cerimonia di chiusura per quella che è stata la prima volta di un expo in Asia centrale. I numeri fino a qui non si sono nemmeno lontanamente avvicinati a quelli di Milano: 3 milioni e mezzo i visitatori dei padiglioni di Astana, contro i 21 milioni del 2015 in Italia. Un dato che era ampiamente prevedibile, del resto. In ogni caso, per il Kazakistan si è trattato di un evento indimenticabile e di una grande opportunità.

Nel 2020, è prevista la prossima esposizione internazionale. E le temperature saranno sicuramente meno rigide. A ospitare l’evento questa volta sarà Dubai, dove - come di consueto nella Manhattan del deserto - stanno facendo le cose in grande.

Una serie di progetti iper avveniristici, dai costi faraonici, sono in programma per preparare un appuntamento indimenticabile, che si preannuncia già come un evento di portata globale e che porterà in Medio Oriente una quantità enorme di turisti. Gli emiri si attendono 25 milioni di visitatori tra il 20 ottobre del 2020 e il 10 aprile del 2021. Di grande interesse anche il tema prescelto: connettere le menti, creare il futuro. L’Italia ha già annunciato la sua partecipazione: dopo il successo del 2015, ancora una volta si punterà sul cibo, del resto eccellenza indiscussa e indiscutibile del nostro Paese.

(c.z.)