Partirà a breve la sperimentazione di nuove attrezzature per la difesa e per immobilizzare soggetti pericolosi. La polizia italiana è pronta a un sostanziale aggiornamento nell’equipaggiamento, ma prima al via una fase di test nelle città di Milano, Padova, Reggio Emilia, Caserta, Brindisi e Catania. In queste località saranno introdotte le nuove pistole a impulso elettrico, ovvero il Taser X2, e le manette non più in metallo ma realizzate come fasce di velcro.

L’obiettivo è quello di garantire una maggiore sicurezza di tutte le parti coinvolte in un episodio che richieda l’intervento delle forze dell’ordine. In realtà il Taser X2 è in dotazione alla polizia americana già da qualche anno, e lo stesso vale per le manette in velcro. Entrambe le nuove dotazioni sono state introdotte per assolvere a funzioni di contenimento oppure per esigenze di soccorso pubblico.

Ma cosa sono questi due strumenti? Il taser è un dispositivo con la forma di una pistola che anziché esplodere il colpo, trasferisce al malcapitato impulsi elettrici in grado di immobilizzarlo temporaneamente senza apportare danni letali. Il puntatore laser consente una mira più rapida e precisa, sarà possibile rilasciare un cosiddetto arco elettrico di avvertimento e, infine, lanciare due dardi separatamente, collegati via cavo alla “pistola” stessa. Cambiano poi anche le manette, sostituite da una fascia di velcro robusta quanto l’acciaio, ma meno dolorosa per i polsi del soggetto. La fascia, inoltre, potrà essere utilizzata anche per bloccare le caviglie e le braccia. Teoricamente un arrestato che si divincola potrà essere bloccato a terra con mani e piedi legati. Sicuramente meglio che trattenerlo a terra a forza di braccia o montandogli sopra il peso, come anche accaduto, e con esiti fatali per l’arrestato. 

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