Le antichissime statue dei due Buddha di Bamiyan sono famose in tutto il mondo per la loro imponenza. Alte 38 metri una e 53 l’altra, scolpite nella roccia, prendono il nome dalla valle che sovrastano, in Afghanistan, a 230 chilometri dalla capitale Kabul e a un'altitudine di 2.500 metri. Oggi queste statue non ci sono più: il 12 marzo 2001 i talebani le hanno distrutte con esplosivi e cannonate presi dalla folle battaglia iconoclasta contro l'idolatria.

È dalle macerie di questa eterna guerra che nasce Open Heritage, il nuovo progetto di Google Arts & Culture. L’idea è dell’ingegnere iracheno Ben Kacyra, uno degli inventori del primo sistema di scansione laser tridimensionale, battezzato Cyrax: da anni sta costruendo un archivio digitale dei patrimoni culturali mondiali in pericolo, con fini educativi ma anche per preservarne la memoria da ciò che potrà accadere loro in un futuro spesso incerto.

Kacyra ha venduto Cyrax alla svizzera Leica Geosystem, proprio in quel traumatico 2001. Da quel momento ha dedicato la sua vita di archeologo digitale a CyArk, un'organizzazione no profit che ha sviluppato l'archivio digitale in 3D più grande e dettagliato al mondo. Dentro ci sono moltissime meraviglie a rischio scomparsa a causa dell'uomo (sono minacciate dalle guerre ma anche dal turismo selvaggio e dall'espansione urbana) o delle calamità naturali. Google Arts & Culture ha avviato una collaborazione proprio con CyArk grazie alla quale da oggi è possibile visualizzare questi siti e monumenti in versione digitale e condividerne la storia con chiunque.

Nell’archivio ci sono anche diversi siti italiani: gli scavi archeologici di Stabia, che per il momento hanno riportato alla luce una piccola parte della città romana, vittima come Pompei ed Ercolano dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C., piazza del Duomo a Pisa con la sua torre pendente, e la stessa Pompei.

La particolarità di Cyrax è che permette di osservare questi monumenti nei minimi dettagli: il colore, la trama delle superfici e la geometria viene catturata dagli scanner a laser con precisione millimetrica in 3D. In più, queste scansioni dettagliate possono anche essere utilizzate per identificare le aree danneggiate e supportare le fasi di restauro.

L’operazione è pressoché "open source". E dunque potenzialmente a disposizione di ricercatori, restauratori, educatori, direttori di musei: con l'aiuto di Google Cloud Platform, infatti, chiunque può richiedere il download dei dati e utilizzarli a beneficio di questi tesori in pericolo.

Instant Future

Instant Future (IF) è un progetto di comunicazione digitale sui temi dell'innovazione, del futuro prossimo e della tecnologia che migliora la vita dell'uomo.


Social


© Copyright 2018 Instant Future - All rights reserved.