Manca poco più di un anno all’avvio dei giochi di Tokyo 2020 e il Giappone ha scelto quello che sarà il suo simbolo per le prossime olimpiadi. La torcia, disegnata da Tokujin Yoshioka, assomiglia volutamente a un ciliegio in fiore, pianta simbolo per eccellenza del Paese nipponico.

 

La torcia di Tokyo 2020

Il viaggio della fiamma olimpica inizierà tra meno di un anno, proprio nel periodo in cui la fioritura dei ciliegi esplode in tutto il Giappone. Il fuoco spunterà da una raffigurazione di 5 petali, lunga 71 cm per un peso di 1,2 kg, tutta ricoperta di oro rosa.

Ma c’è di più da sapere. La torcia è stata costruita con alluminio riciclato dalle case provvisorie messe a disposizione degli sfollati dopo lo tsunami del 2011.

Grazie a questo simbolo le Olimpiadi 2020 di Tokyo renderanno omaggio alle suggestive atmosfere offerte dagli alberi in fiore.

 

Chi è il designer e da dove nasce l’idea

"Ad ispirarmi - ha raccontato il designer Tokujin Yoshioka - sono stati i fiori di ciliegio disegnati dai bambini nell'area del disastro di Fukushima". Con quell’immagine ben impressa nella sua mente, Yoshioka ha creato un oggetto simbolico unico in tutto il mondo e dalla grande espressività.

La domanda sorge quindi spontanea: chi è Tokujin Yoshioka? Per chi ancora non ne avesse sentito parlare, Yoshioka è il “designer dell’immaterialità e della luce”. Questo “titolo” gli è valso grazie alla sua concezione estetica, tipicamente giapponese, basata sull’eleganza, sulla spiritualità e sull’impermanenza, arricchito da un forte richiamo alla cultura buddista.

Ha creato installazioni, arredi, accessori, pezzi d’arte, mostre, negozi e architetture per molti dei brand più irresistibili del mondo: Issey Miyake, Hermès, Louis Vuitton, Cartier, Swarovski, Kartell, Moroso, Lexus.

Alcuni suoi pezzi fanno parte delle collezioni permanenti del MoMA di New York, del V&A di Londra e del Centre Pompidou di Parigi. Nel 2017 ha vinto il prestigioso Milano Design Award con l’istallazione realizzata per LG Electronics durante l’ultimo Salone del Mobile.

 

Storia della fiamma olimpica

La fiamma olimpica è il simbolo per eccellenza dei Giochi più importanti del mondo, insieme ai cinque cerchi. Ma cosa rappresenta? È il collegamento tra i Giochi antichi e quelli moderni.

Secondo l’antico mito di Prometeo, che rubò il potere del fuoco a Zeus, la fiamma è il simbolo della vita, del razionalismo, della libertà e dell’inventiva. Nell’antica Grecia la fiamma eterna bruciava sull’altare di Prytaneion a Olimpia. Lo stesso luogo in cui viene accesa la fiamma delle moderne Olimpiadi.

Il fuoco venne reintrodotto nelle olimpiadi del 1928, e da allora fa parte del cerimoniale delle Olimpiadi moderne. Dal 1960 la fiamma olimpica viene accesa diversi mesi prima della cerimonia di apertura dei Giochi, nel luogo delle Olimpiadi antiche, Olimpia (Grecia). Undici sacerdotesse, impersonate da attrici, accendono il fuoco ponendo una torcia all'interno di uno specchio parabolico concavo, che concentra i raggi del Sole.

La torcia viene quindi trasportata nella città che ospiterà i Giochi Olimpici con una staffetta formata da "tedofori". Tradizionalmente, il primo tedoforo è greco, e la torcia viene trasportata a piedi, ma possono essere usati altri mezzi di trasporto. Tra i tedofori si contano anche atleti e celebrità, ma la maggior parte sono persone comuni.

La staffetta della torcia olimpica termina il giorno della cerimonia di apertura, nello stadio principale dei giochi. L'ultimo tedoforo è spesso tenuto segreto fino all'ultimo momento, di solito è uno sportivo famoso della nazione ospitante.

L'ultimo tedoforo usa la torcia per accendere la fiamma nel braciere che di solito è situato nei pressi dello stadio olimpico. Questa fiamma brucia per tutto il periodo di celebrazione dei Giochi Olimpici e viene estinta nella cerimonia di chiusura.

 

I posti più strani dove è passata la fiamma olimpica

Se vogliamo parlare di incredibili stranezze, la torcia olimpica ne è sicuramente una protagonista. Basti pensare che il 10 novembre 2013 due cosmonauti russi hanno portato la torcia nello spazio, diventando i primi tedofori spaziali nella storia dei Giochi.

Tornando sulla Terra, il punto più alto dove è passata la fiamma olimpica è la vetta del monte Everest, durante la staffetta verso i Giochi di Pechino del 2008. È passata anche attraverso il Polo Nord in vista dei Giochi invernali del 2014 a Sochi.

Nello stesso anno è arrivata anche nelle profondità del Lago Baikal, il più profondo al mondo. Nel 2000 si è invece immersa anche nei fondali della Grande Barriera Corallina.

Anche l’Italia ha fatto la sua parte. La fiamma ha viaggiato anche in gondola per i canali di Venezia in previsione dei Giochi Olimpici Invernali di Torino. E ancora: a cavallo a Stoccolma, su un battello sul fiume Mississippi e su un vagone della Union Pacific, la prima ferrovia transcontinentale.

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