Un santuario costruito con bottiglie di birra, la riproduzione fatta in casa dell’Arca di Noè e un luna park che funziona completamente senza energia. Sono solo alcuni dei parchi gioco homemade che si nascondono in giro per il mondo e che nascondono loro stessi storie ineguagliabili.

Un sogno premonitore, l’amore per la natura, la voglia di far divertire e la pura creatività della natura umana. Questi sono alcuni degli elementi che hanno spinto gli inventori di questi stranissimi luna park a creare qualcosa di bizzarro quanto unico al mondo.

 

L’Arca di Noè

L’Arca di Noè è nei Paesi Bassi e nasce dalle mani di Johan Huibers. Il giovane è stato ispirato nel 1992 dopo aver sognato una grande alluvione. Il suo paese infatti è soggetto a numerose inondazioni. Nel 2007 ha costruito un’arca di oltre 70 metri di lunghezza.

Più piccola rispetto a quella di Noè reputata essere 30 metri di larghezza, 23 di altezza e 135 di lunghezza, ma comunque abbastanza imponente da suscitare la curiosità di centinaia di visitatori. La riproduzione fai da te dell’arca è stata aperta al pubblico nel 2012 e contiene mostre su Noè, oltre a essere sede di una vasta gamma di animali, tra cui conigli, cavalli e canguri.

 

 

Il luna park del Dr Evermor

Immaginate una costruzione fatta di soli rottami metallici che pesa più di 300 tonnellate. Ecco c’è chi dopo averla immaginata l’ha anche realizzata. Si chiama Tom Every, ma si fa chiamare Dottor Evermor, ed è un ex distruttore industriale del Wisconsin.

Secondo Every, il suo alter ego Dottor Evermor è un professore vittoriano di Eggington nel Bredfordshire, in Inghilterra, che è stato ispirato a costruire un veicolo spaziale dopo aver sperimentato un’epica tempesta di fulmini. Dal 1983 Tom costruisce opere fantastiche con soli rottami metallici.

E qui che entra in gioco Forevertron: la scultura da 300 tonnellate che presenta una capsula di vetro per accogliere il Dottor Evermor durante il suo viaggio nello spazio. Oltre al Forevertron, ci sono altri aggeggi da esplorare: il Gravitone e le orecchie d'ascolto celesti, per esempio, fatti interamente con resti di fabbriche industriali e centrali elettriche. E ancora, la camera di decontaminazione della missione spaziale Apollo che è tra i pezzi di scarto più notevoli ad aver trovato una nuova vita.

 

Il labirinto di Josep

Bello e un po’ inquietante è, invece, il labirinto di Josep Pujiula. La sua opera sorge accanto al fiume Fluvià ad Argelaguer, in Catalogna. Josep, operaio tessile, cominciò a costruire un vasto labirinto nel 1980, per poi vederselo portar via in poche ore nel 2002, al suo posto veniva costruita una autostrada.

Imperturbato, Pujiula iniziò a ricostruire il suo capolavoro in un punto vicino e ora i visitatori possono passeggiare attraverso passerelle tubolari formate da un reticolo di cemento, materiali riciclati, pietra e legno. La battaglia con le autorità sulla sua esistenza è continuata fino all'ottobre 2014, quando il governo locale ha finalmente accettato di assegnargli lo status di patrimonio locale. Nel 2015 ha partecipato come finalista al premio internazionale per l’arte pubblica.

 

Il castello di corallo che ispirò Billy Idol

Il Coral Castle è una follia dei primi del ventesimo secolo, costruito da un eccentrico e poco fortunato Edward Leedskalnin. Partito dalla Lettonia per gli Stati Uniti dopo essere stato abbandonato dalla fidanzata a 16 anni, ha contratto la tubercolosi al suo arrivo ma è riuscito a recuperare e iniziare a costruire un castello da blocchi di corallo calcareo.

Ha trascorso 28 anni a costruirlo fino alla sua morte nel 1951, dichiarando che i suoi "dolci sedici anni" erano l'ispirazione. A quel tempo ha intagliato 1100 tonnellate di pietra per creare mobili, pareti e una torre del castello.

Una delle imprese più impressionanti dell'ingegneria era un cancello di pietra girevole da 8 piedi, 8 tonnellate, bilanciato su un asse così perfetta da poter essere spostato con un dito. Il misterioso progetto ha ispirato Billy Idol a registrare la sua canzone, Sweet Sixteen, come omaggio al castello.

 

Il tempio fatto con le bottiglie di birra

La Thailandia è la patria dell’unico tempio al mondo mai costruito con bottiglie di birra. Ci sono volute 1,5 milioni di bottiglie di birra per creare questo santuario marrone e smeraldo situato vicino al confine tra Thailandia e Cambogia.

A costruirlo sono stati alcuni monaci che, per la cronaca, non ha avuto alcun ruolo nello svuotamento delle bottiglie, ma hanno chiesto ai locali vicini di fargli pervenire le bottiglie vuote. I monaci costruirono un complesso dalle bottiglie usando le cime per creare mosaici all'interno del tempio. Come dice l'abate San Kataboonyo: "Più bottiglie otteniamo, più edifici creiamo".

 

La casa pazza in Vietnam

Simile a una grattugia per formaggi che si è sciolta, la Crazy House è una costruzione fantastica che il suo sito web descrive come "Gaudi che incontra Sesame Street". La casa fu costruita dall'architetto Dang Viet Nga, che non seguì i piani tradizionali, optando invece per realizzarla dai dipinti.

L'edificio di cinque piani dispone di 10 camere ispirate a diversi animali e i corridoi che sembrano dei tunnel. Fortunatamente per Nga, che ha accumulato debiti nel perseguimento della sua casa dei sogni, la casa è diventata un'attrazione turistica molto popolare da quando l'ha aperta ai visitatori nel 1990.

 

Il luna park a elettricità zero

L’ alternativa sostenibile ai più famosi parchi di divertimento del mondo è un orgoglio tutto italiano. Si trova a Nervesa di Battaglia, vicino a Treviso e ogni anno richiama ben 50 mila visitatori. Questo luna park fai da te nasce dall’espansione di un’osteria storica del paese, fino ad arrivare sulle pagine del The Guardian.

Si chiama “Ai pioppi” ed è sorto per mano di Bruno Ferrin, il proprietario del ristorante aperto nel 1969, grazie a un lavoro durato ben 40 anni. Il parco giochi è gratuito per tutti i clienti del ristorante. Per il funzionamento delle giostre di questo speciale luna park non serve l'elettricità.

Al suo interno ci sono ben 45 giostre azionate solo dall’energia che producono le persone che vi salgono. Il tutto è immerso in un bosco di faggi, castagni, platani, betulle e olmi, adornati da liane, scivoli, il giro della morte in bici, il pendolo, le catenelle, le altalene, una teleferica, una ruota ispirata all'uomo vitruviano e molto altro ancora. La prossima attrazione potrebbe essere una catapulta gigante.

 

 

 

 

 

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