Se per caso vi siete imbattuti più volte nell’hashtag #Piùartesuisocial, allora l’intento dell’omonimo movimento sta avendo successo.

Già da alcuni mesi, in particolar modo su Instagram, è scattato il movimento “Più arte sui social” in cui, attraverso le stories, gli utenti pubblicano a catena delle opere d’arte con l’intento di rendere più culturale e artistico il regno dei social.

Sempre di più i canali sociali sono infatti accusati di essere un mero contenitore vuoto. Ma come riscattarli? Il valore aggiunto, ancora una volta, è la ricerca della bellezza, e quindi dell’arte e della cultura in generale.

Come funziona?

Avete presente le cosiddette “catene di Sant’Antonio”? Ecco praticamente è la stessa cosa. Gli utenti postano nelle loro stories un’opera d’arte arricchita da un sondaggio che risponde alla domanda “Più arte sui social?”. Tutti coloro che risponderanno affermativamente riceveranno un messaggio privato in cui si spiegano le regole per partecipare.

Le regole per partecipare

Chi ha risposto al sondaggio riceverà il nome di un artista di cui dovrà pubblicare un’opera, inserendo il sondaggio “Più arte sui social?” a cui aveva precedentemente risposto. A chi risponderà “sì” andrà inviato a sua volta lo stesso messaggio e così via. Semplice ed efficace. In pochi click si attiva una vera e propria rassegna artistica dilagante.

Di chi è stata l’idea?

L’idea è sicuramente molto valida, ma come ogni catena che si rispetti, le origini sono ben celate dietro ai backup di Instagram.

In ogni caso, visto un così alto obiettivo, non c’è bisogno di dare un nome concreto all’ideatore. Più importante è invece riflettere su ciò che questo movimento rappresenta: la voglia di rendere l’arte virale portando la cultura sui social network.

L’indagine di Artsy, l’Amazon dell’arte

Secondo una ricerca pubblicata da Artsy, Instagram è un motore di ricerca per artisti emergenti. Infatti, secondo i dati, più della metà delle persone che possiedono una collezione d’arte avrebbe acquistato almeno un’opera d’arte da un artista trovato su Instagram.

I numeri del mercato dell’arte online

Negli ultimi anni, le persone hanno cambiato il modo in cui scoprono e acquistano “i prodotti dell’arte”. La vendita di arte online è in crescita e non è più raro che una persona acquisti un’opera senza mai averla vista dal vivo.

Le cose sono cambiate e oggi è internet a supportare vendite record. Ecco qualche numero che ci aiuta a farci un’idea.

3.75 miliardi di dollari → valore globale delle vendite online al 2017 (+15% rispetto al 2015)

9.14 miliardi di dollari → possibile valore del mercato online nel 2021

-11% → andamento negativo del mercato dell’arte in generale nel 2016, con un valore di 56.6 miliardi di dollari

+84% → aumento delle vendite online di Christie’s a febbraio 2017, per un valore di 49.8 milioni di dollari

9.6 milioni → il valore d’asta a cui è stato venduto online October on Cape Cod di Edward Hopper

 

Artsy, l’Amazon dell’arte

Dopo i primi tentativi fallimentari di Amazon e eBay negli anni ’90, il 2000 ha visto una serie di startup pronte a vendere, per conto delle gallerie, opere online in cambio di una commissione.

Tra queste Artsy, fondata dallo studente Carter Cleveland nel 2008 e nata come una specie di Spotify capace di suggerirti i pezzi d’arte più interessanti da acquistare sulla base delle tue preferenze.

La partenza non è stata delle migliori. Nel 2010 la compagnia sembrava pronta al collasso, con nessuna galleria disposta a collaborazioni. Ma con un investimento di 1.25 milioni di dollari del venture capital Thrive Capital la partita si è riaperta e Artsy ha cambiato strategia.

Oggi Artsy è il più grande player nel mercato dell’arte online, con oltre 800mila opere, provenienti da più di 4mila gallerie. Oltre 1800 galleristi, inoltre, pagano mensilmente tra i 425 e i 1000 dollari per essere membri del marketplace.

 

E se Instagram diventa più influente di Christie’s?

In un periodo in cui anche le grandi catene decidono di virare sull’e-commerce, anche il mercato dell’arte segue la stessa corrente.

Forse la notizia è passata un po’ in sordina, ma il colosso delle aste “Christie’s” è in fase di ristrutturazione strategica: la focalizzazione sul canale digitale, con il 2016 che ha visto 118 aste online-only che hanno portato alla casa d’aste un terzo del totale dei nuovi clienti dell’anno.

È un dato di fatto: gli artisti sono sempre più instagrammer e i collezionisti influencer l’hanno capito bene.

 

Instant Future

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