La nuova generazione di connettività senza fili arriverà nel 2019 e si chiamerà Wifi 6. Lo ha annunciato il consorzio WiFi Alliance e significherà l’arrivo di un nuovo standard per i produttori di hardware, dai pc portatili agli oggetti dell’internet delle cose (IoT), passando ovviamente dai dispositivi mobili.

 

Il primo segnale internet è nato nel 1997. Si chiamava standard 802.11, utilizzava raggi infrarossi o onde radio a 2,4 GHz e trasmetteva a una velocità compresa tra 1 e 2 Mbs.

Lo standard 802 si è evoluto negli anni per rispondere alla crescente domanda di connettività: ogni casa ha iniziato ad avere più dispositivi da connettere, come pc, smart tv, smartphone, tablet e anche qualche oggetto IoT per la domotica. E' così che è nato un nuovo standard, l’802.11ax, deciso dall’Institute of Electrical and Electronic Engineers (Ieee), consorzio di scienziati che promuove la diffusione delle tecnologie. Gli ingegneri Ieee stanno lavorando a questo nuovo standard al fine di rendere più usufruibile l’uso della banda internet, senza però stravolgere del tutto l’architettura su cui si basano le trasmissioni WiFi attuali. Resteranno infatti in auge le due frequenze attuali, quella da 2,4 GHz e quella da 5 GHz, permettendo così un aumento di potenza del segnale ed evitando che si creino colli di bottiglia quando allo stesso modem sono collegati molti device, che siano computer, dispositivi mobili o qualsiasi altro oggetto connesso alla rete.

 

I pilastri su cui poggia l’802.11ax sono quindi la maggiore banda a disposizione dei canali WiFi e l’uso di tecnologie MUMiMo (che migliora la comunicazione dei singoli terminali) e OFDMA che ottimizza la velocità di trasmissione di ogni singolo terminale connesso). Quest’ultima è già usata per le comunicazioni in 4G, perché permette di dividere i canali per la comunicazione in molti sottocanali. E’ come se un cameriere riuscisse a prendere contemporaneamente le ordinazioni da 16 tavoli, laddove i tavoli sono i device connessi al modem.

 

Un paragone non casuale, perché lo scopo principe del WiFi 6 è proprio quello di mantenere performance elevate in spazi densamente popolati, garantendo una maggiore velocità di trasmissione dei dati e una migliore gestione energetica.

Lo standard 802.11ax è in grado di trasmettere a 10,53 Gbit/s e l’Ieee sta già lavorando alla versione successiva, l’802.11ay, attesa per la fine del 2019 e che consentirà un data rate fino a 20 Gbit/s.

 

Aumenta il numero dei device connessi, aumenta la necessità di banda, perché usufruiamo di contenuti di qualsiasi tipo, da quelli più leggeri (testo) a quelli più pesanti (video), usiamo servizi in streaming e, per un motivo o per l’altro, siamo sempre connessi. Per questo motivo serve una connettività più potente, performante e affidabile. Il WiFi 6 nasce per rispondere a queste esigenze e gli standard che lo rendono possibile sono cantieri sempre aperti e in divenire.

Inoltre non va dimenticata la questione commerciale. I device predisposti al WiFi 6, quelli che compreremo nei prossimi mesi, necessitano di un modem compatibile, quindi non quelli che abbiamo nelle nostre case o uffici, sarà necessario dotarsi di uno strumento di nuova generazione.

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