Per il futuro ancora non è dato sapere, di sicuro il nostro presente è fatto di tante sigle. Forse il Pil ha smesso di angosciarci, oltre tutto il prodotto interno lordo sembra sempre un argomento non...pulito, perché adesso è arrivato il Purchase Power Parity, ovvero una elaborazione dello stesso Pil per proiettare al 2050 la forza delle principale economie mondiali. Ovviamente lo studio è realizzato da Pwc, sigla che introduce una delle aziende di consulenza più note al mondo, la Price Waterhouse Company.

Ma anche il PPP, forse proprio perché si occupa di futuro, non è una iniezione di ottimismo per l’Italia: siamo oggi la dodicesima economia mondiale, tra 33 anni saremo la ventunesima, pagando un dazio pesante all’invecchiamento della popolazione. Al contrario, la crescita della popolazione farà salire il Pakistan dal ventiquattresimo al sedicesimo posto, mentre una economia diversificata migliorerà di molto il ranking della Nigeria che arriverà alla quattordicesima posizione.

Magra consolazione, pure la Germania se la passerà male rischiando di finire da quinta a nona per problemi simili ai nostri. Sul podio gli Usa scendono al terzo posto ed è da aggiungere che lo studio è stato realizzato prima che la combinazione Harvey-Irma generasse qualche dubbio sugli Stati Uniti che, con Trump, negano gli effetti dei cambiamenti ma ne subiscono pesanti conseguenze. Seconda, all’insegna di un Go East che corregge vecchi slogan, l’India. Alle spalle della Cina.

(L.C.)