Ogni mattina un lavoratore si sveglia e sa che dovrà lottare con tutto se stesso, nella jungla del traffico cittadino, per trovare un parcheggio. Nel caos della vita quotidiana risparmiare tempo e denaro ed evitare stress inutile è già una conquista. Per questo, se siete suscettibili a questi due punti, leggete nelle prossime righe la soluzione che potrebbe cambiare la vostra vita.

Nel 2017, accedere a un parcheggio, negli Stati Uniti, è costato oltre 73 miliardi di dollari e 17 ore all’anno di ricerca. Nel Regno Unito si arriva a 44 ore l’anno per un ammontare di oltre 23 miliardi di sterline, senza contare gli 1,2 miliardi di multe per divieto di sosta. Il saldo tedesco è di 896 euro, ma a Francoforte si arriva fino a 1.402 euro per un totale di 65 ore letteralmente gettate al vento: mediamente 10 minuti per trovare un posto in strada e 7 per uno al coperto.

Ecco perché lo smart parking potrebbe diventare il Sacro Graal del nuovo millennio.

 

Cosa è lo smart parking

Per smart parking si intendono tutte quelle tecnologie che aiutano a sapere dove ci sono parcheggi disponibili. In pratica, per l’utente, si tratta di un’app per dispositivo mobile che restituisce in tempo reale la situazione di occupazione di un’area adibita a posteggio, con servizi supplementari come, per esempio, le indicazioni necessarie per raggiungerla.

Lo smart parking ha bisogno di parcheggi smart, cioè dotati di sensori, telecamere e software appropriati che fanno leva sull’Intelligenza artificiale. Grazie a questa, le informazioni sono acquisite in tempo reale ed è possibile sapere quanti posti auto liberi ci sono in ogni struttura. Grazie alle app è poi possibile pagare il pedaggio dovuto e non cifre maggiori.

Lo smart parking è un vantaggio non solo per gli automobilisti, ma anche per le forze dell’ordine che riescono a gestire meglio il traffico cittadino e, non da ultimo, anche il trasporto pubblico a cui viene consigliato di affidarsi nel momento in cui i parcheggi scarseggiassero.

L’idea di Elon Musk

Uno dei primi teorizzatori dello smart parking è stato Elon Musk. Il suo progetto è davvero all’avanguardia ma, purtroppo, ancora impraticabile in molte città del mondo. L’automobile, rigorosamente a guida autonoma, non viene mai parcheggiata e continua a girare per le strade cittadine quando gli occupanti sono impegnati in ufficio, in un negozio, al ristorante o al cinema. Inoltre, quando i proprietari non hanno bisogno del proprio veicolo, questo può essere utilizzato da altri. L’utilizzo è concesso dietro pagamento: un modo per guadagnare anche qualche soldo, magari utile per pagare il leasing della vettura.

Lo smart parking in Italia

Elon Musk a parte, lo Smart parking attualmente esistente mette a disposizione degli autisti un insieme di tecnologie per parcheggiare con facilità: sensori, telecamere, applicazioni per dispositivi mobili che aiutano a trovare parcheggio in città. Ecco alcuni esempi italiani:

Treviso

Treviso è una delle città più smart d’Italia. Il sistema di parcheggio intelligente di cui il Municipio si sta dotando ha permesso di aumentare gli incassi dell’11%, spingendo le autorità a rivedere il prezzo delle soste e fornendo servizi sempre più stabili e migliori. Il prezzo medio per 30 minuti è sceso da 1,73 € a 1,55 € e i ticket sono aumentati da 131mila a 161mila (23%). Nella città sono stati installati oltre 2600 sensori auto con 56 parcometri e 161 sensori dedicati alle piazzole di carico e scarico. Il sistema include la possibilità di gestire il pagamento tramite sms e App.

Milano

Entro il 2020 dovrebbe essere operativo un progetto sperimentale che doterà anche Milano di sensori e app per pagare il parcheggio in maniera smart. All’inizio si partirà con mille stalli sperimentali, che coinvolgeranno le aree di carico e scarico merci e i parcheggi riservati ai disabili. Un contesto ridotto che permetterà di testare l’efficacia della tecnologia per poi allargarla anche alle altre zone di posteggio. L’investimento da parte del comune di Milano e del Ministero dei Trasporti sarà di circa 6 milioni di euro.

Nel frattempo, da gennaio non sono più venduti i “Gratta e sosta” per le strisce blu (del tutto inutilizzabili a partire da fine marzo) e vengono sostituiti (anche) da applicazioni di mobile payment. Oltre all’utilizzo del parcometro e all’invio degli sms (quest’ultima una novità introdotta il 20 dicembre 2018), si possono utilizzare le app gratuite Telepass Pay, EasyPark e myCicero. Per i controlli i vigili urbani hanno cominciato a utilizzare l’apposito palmare che è in grado di leggere le targhe.

Lo smart parking all’estero

Esistono già degli esempi di città virtuose che utilizzano il sistema dello smart parking. Tra le più vicine c’è Nizza, in Francia, dove è partita la prima sperimentazione europea, o Londra, dove la tecnologia è sfruttata da più di un anno nel borough di Westminster. A San Francisco il progetto SFPark è attivo addirittura dal 2011. L’intervento in quel caso ha generato una riduzione del traffico cittadino di circa il 50%.

Pagamenti precisi e a prova di trasgressori

Lo smart parking semplifica ovviamente anche le procedure di pagamento. Le tariffe saranno ricalcolate costantemente in base al tasso di riempimento di una determinata zona, e i pagamenti potranno essere effettuati tranquillamente online. Allo stesso modo i pass dei parcheggi riservati a residenti e disabili verranno dotati di un chip per comunicare con i sensori, portando a una più rapida individuazione di tutti i trasgressori.

Un sistema che riduce il traffico così come l’inquinamento e il consumo di carburante.

 

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