Fao e Pennsylvania State University hanno trovato una soluzione per combattere la diffusione del parassita Lafigma, che in appena due anni dalla sua comparsa sta infettando milioni di ettari di mais nell’Africa sub-sahariana minacciando la sicurezza alimentare di oltre 300 milioni di persone. Il parassita in questione è apparso per la prima volta nel continente africano nel 2016 per poi diffondersi a macchia d’olio in tutti i paesi della zona sub-sahariana l’anno seguente. La soluzione al problema, nell’epoca del digitale, non poteva che arrivare attraverso un’app.

Semplicemente tenendo lo smartphone vicino a una pianta infestata, Nuru, questo il suo nome, può immediatamente dirci se è l’insetto il responsabile del danno. Questo grazie alle tecnologie all’avanguardia che coinvolgono apprendimento automatico e intelligenza artificiale. L’app è disponibile su tutti i dispositivi Android, può funzionare anche offline e presto sarà in grado di parlare le lingue maggiormente usate dagli agricoltori della zona africana quali swahili, twi, inglese e francese. Una volta che gli agricoltori sono online, tutti i dati verranno trasmessi su una piattaforma web globale, in grado di fornire una panoramica della situazione in tempo reale con le mappe delle infestazioni e le misure che sono state più efficaci nel ridurne l'impatto.

Dal 2017 la Fao ha lanciato un programma della durata di cinque anni e dall’investimento di 87 milioni di dollari, per aiutare gli agricoltori e i Paesi a rispondere in modo efficace e sostenibile le infestazioni di cui il continente africano è vittima. 

 

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