La musica non è solo un insieme di suoni percepito dalle orecchie. La musica è una sensazione. E ognuno la percepisce a suo modo. È questa l’idea guida della compagnia americana che ha studiato un modo per far ascoltare la musica anche ai non udenti. Si chiama M:ni ed è un sistema di dispositivi wireless indossabili che permette di tradurre la musica in impulsi tattili e visibili.

L’idea è venuta a Mick Ebeling, ex produttore hollywoodiano e amministratore delegato di Not Impossible Labs, una compagnia tecnologica a impatto sociale: durante alcuni concerti ha notato che molti spettatori sordi cercano di posizionarsi vicino alle casse, in modo da provare fisicamente le frequenze musicali. Perché in realtà, spiega, non sentiamo con le orecchie, ma percepiamo con il cervello”.

M:ni è composto da un’imbracatura, due polsini e due cavigliere, che trasmettono vibrazioni di intensità regolabile sulla pelle. Le vibrazioni convertono il ritmo e l’intensità degli strumenti e a ognuno degli elementi è associabile uno strumento: la chitarra al polsino sinistro, il basso alla cavigliera destra, la batteria all’imbracatura e così via. A oggi sono stati costruiti i primi prototipi e l’esperienza è stata gradita non solo ai non udenti: tra i primi collaudatori gli artisti Pharrell Williams, Lady Gaga e Hans Zimmer.

“La pelle è l’organo più grande del corpo umano,” ha detto Daniel Belquer, il direttore della tecnologia di Not Iimpossible Labs “ed è sempre stato trascurato come veicolo per l’espressione artistica. Ora non più".

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