Global warming e innalzamento dei mari non sono una novità. Curioso è invece il progetto del designer Jun Kamei del Royal College of Art di Londra, che ha pensato a un marchingegno in grado di aiutare gli esseri umani a respirare anche sott’acqua. La mente va subito agli scenari fantascientifici di Waterworld, ma forse le previsioni sono più realistiche che altro. Secondo Kamei infatti entro il 2100 la temperatura globale è destinata a salire notevolmente e l’innalzamento del livello del mare andrà a colpire tra 500 milioni e 3 miliardi di abitanti della Terra, l’acqua sommergerà le grandi metropoli che si trovano vicino alla costa.

È così che è nata l’idea di un capo di abbigliamento che consenta di respirare anche mentre si è sotto la superficie dell’acqua, composto sostanzialmente da una maschera e da una branchia artificiale che si snoda attorno al petto e al collo. Si chiama Amphibio ed è un oggetto stampato in 3D, al momento solo come prototipo. Ad oggi, infatti, non è ancora pienamente sufficiente per garantire una normale respirazione subacquea, ma promette di poter estrarre con successo l’ossigeno dall’acqua, rilasciando al contempo anidride carbonica.

La branchia indossabile è stampata in uno speciale materiale microporoso e idrofobico, in grado di lasciar passare – e dunque di estrarre – solo l’ossigeno presente nell’acqua e di raccoglierlo al proprio interno. La branchia in questione è poi collegata alla mascherina attraverso un tubo, che permette a chi la indossa di respirare, ed è in grado di rigettare nel mare l’anidride carbonica presente nel sistema. Quando l’innalzamento dei mari sommergerà definitivamente il pianeta non è dato saperlo con certezza, ma Amphibio potrebbe essere visto anche come una nuova possibilità per vivere mari e oceani in un modo inedito.

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