Cosa è il teletrasporto se non la possibilità di vedere, ascoltare, sentire e interagire liberamente in un ambiente remoto, in tempo reale? Questo è ciò che propone l’iniziativa Ana Avatar: ancora in via di sviluppo si promette di integrare una serie di tecnologie come realtà virtuale, intelligenza artificiale e aptica per consentire alle persone di essere dove vogliono, quando vogliono, anche se sono impossibilitate a muoversi.

 

In pratica il robot di Ana Avatar diventa gli occhi, le mani e i piedi della persona che è costretta in un letto di ospedale, per esempio. In ultima analisi si può definire il progetto come una cura palliativa: Kevin Kajitani e Akira Fukabori della Ana Holdings hanno infatti presentato il robot al 4° Congresso Internazionale sulle cure palliative pediatriche organizzato dalla Fondazione Maruzza, a Roma, proprio per illustrare le opportunità che il progetto potrebbe offrire nell’ambito della salute. Le cure palliative non sono necessariamente cure di fine vita: spesso riguardano malattie croniche o inguaribili. Secondo quanto riporta Ansa, in Italia sono 35mila i bambini che ne avrebbero bisogno. E attraverso il robot, i due scienziati hanno permesso a un bambino immobilizzato a letto di poter vedere il suo eroe, Super Mario (formato pupazzo, in un’altra lontana parte del mondo) mentre Kevin, che viaggia molto, ha potuto trascorrere mezz’ora a giocare con suo figlio da remoto.

 

Accesso democratico al movimento, in tutte le sue accezioni: è questo lo scopo ultimo di Kajitani e Fukabori, che in realtà lavorano per una compagnia aerea: Ana infatti, è l’acronimo di All Nippon Airways. All’interno della compagnia giapponese la coppia si era già fatta promotrice del progetto Blue Wing. Chiunque viaggi può donare l’1 per cento del proprio volo – o miglia, in alternativa – a una lista di change maker, enti e organizzazioni meritevoli individuati grazie alla rete Ashoka. Si tratta di un programma bottom-up, ci tiene a precisare Kajitani, che però non si esaurisce in un sistema di donazioni, ma un vero e proprio modello di business sostenibile: “È un nuovo modello per cui guadagna sia chi dà, che chi riceve. È un win win”.

 

E cosa c’entri il robot con una compagnia di aerei non è scontato, ma è geniale: secondo Kajitani “con Avatar, tu trasporti la tua mente da qualche parte tramite un robot”. Ma “questi non sono solo robot: questo è il futuro del viaggio. Nel mondo non tutti avranno un aeroporto, ma più plausibilmente tutti avranno una connessione a internet“. Il progetto è ambizioso e composto di mille tasselli. Primo tra tutti l’XPrize, presentato al South By Southwest e che mette sul piatto 10 milioni di dollari per chiamare a raccolta il meglio delle tecnologie necessarie allo scopo di realizzare l’Avatar. Poi ci sono la sperimentazione già in corso in Giappone, e la creazione di una piattaforma per collegarsi ai vari avatar presenti nel mondo. E per finire, soprattutto lo sviluppo di un mercato consapevole.

Instant Future

Instant Future (IF) è un progetto di comunicazione digitale sui temi dell'innovazione, del futuro prossimo e della tecnologia che migliora la vita dell'uomo.


Social


© Copyright 2018 Instant Future - All rights reserved.