A partire dal 1999, nel mondo, i robot hanno eseguito 4 milioni di operazioni chirurgiche. Con un incremento costante fra il 2009 e il 2015 del 10% circa all’anno.
In Italia, sono fra le 12.000 e le 15.000 le procedure di chirurgia robotica annue, di cui oltre 3.000 nella sola Toscana. Il nostro Paese si attesta così al secondo posto in Europa, dopo la Francia, mentre la leadership mondiale è detenuta dagli Stati Uniti d’America.

E la robotica applicata alla medicina e alla chirurgia è uno dei temi al centro del Festival internazionale della Robotica a Pisa, tra l’altro città di eccellenza in materia.

«Più precisione, più sicurezza, minori invasività e minor trauma anche per interventi molto complessi come quelli cardiotoracici e trapiantologici. Sono queste le parole chiave per descrivere il processo in atto in ambito chirurgico, un cambiamento che non è molto conosciuto ma che vede, in particolare, la Toscana a livelli di eccellenza, e nel servizio pubblico sanitario». Così Franca Melfi, Professore Associato presso il Dam, Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell'Area Critica dell’Università di Pisa, chirurgo toracico e direttore (dal 2012) del Centro Multispecialistico di Chirurgia Robotica dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana (AOUP).

«Dati del 2016 riportano che i sistemi robotici chirurgici al mondo sono circa 4000, di cui 600 in Europa e 84 in Italia – prosegue la professoressa Melfi -. In questo quadro, la Toscana è una regione leader nella Sanità pubblica perché, a differenza di altre regioni che hanno utilizzato i sistemi robotici prevalentemente in un contesto privato, la Regione Toscana ha creato un polo unico regionale che coordina tutti gli 11 sistemi robotici del territorio, in modo da avere una omogeneità di utilizzo delle macchine, e garantendo quindi questa applicazione a tutta la popolazione. Come numero di sistemi robotici attivi nel sistema pubblico, troviamo le percentuali più alte proprio in Toscana e nel Veneto. In Lombardia vi è una buona presenza, ma prevalentemente in ambito privato. Il sistema creato per la Toscana è unico: non esiste niente del genere né in Italia né all’estero».