È il primo della sua specie, se così si può definire. Dragon è il primo drone serpente che cambia forma in volo: progettato per muoversi in ambienti chiusi, evitare ostacoli e infilarsi negli spazi più stretti e a breve avrà perfino le mani per afferrare oggetti anche in volo. A dargli i natali è il laboratorio Jsk dell’università di Tokyo, in Giappone e alla Conferenza internazionale sulla robotica e l’automazione Icra 2018 ha già destato non poco interesse. 

Nonostante faccia parte della categoria dei droni, è strutturato in modo completamente diverso rispetto ai suoi simili quadricotteri. Dragon, infatti, è lineare e flessibile, formato da quattro moduli indipendenti, collegati tra loro come i vagoni di un trenino grazie a giunture a cerniera rinforzate. Ogni modulo ha a supporto due ventole che danno propulsione, permettendo di spingere il drone serpente nelle direzioni desiderate. Dragon è alimentato da un pacco di batterie montato lungo la sua “spina dorsale”, che garantisce un’autonomia di volo pari a circa 3 minuti.

È proprio grazie a tutte queste sue caratteristiche che Dragon può volare con moduli allineati come una specie di serpente e modificare la sua forma mentre è in volo in modo del tutto autonomo, diventando un quadrato, una L, a zig zag o ancora a spirale. I ricercatori giapponesi intendono perfezionare il drone dotandolo di nuove funzioni: in particolare verranno aggiunte delle pinze ad entrambe le estremità che permetteranno al dragone di afferrare oggetti per poi avvolgerli con il proprio corpo

 

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