È ufficiale, almeno per quanto riguarda ciò che succede in camera da letto, si può dire che la parità dei sessi è stata raggiunta. Dopo l’intimo in pizzo maschile, ora per gli uomini è pronto il “pillolo”, ovvero la versione maschile della già più celebre pillola anticoncezionale femminile.

Da sempre, infatti, la contraccezione è quasi esclusivamente una preoccupazione delle donne. Un po’ perché sono più direttamente coinvolte degli uomini, un po’ perché i sistemi contraccettivi inventati finora, (ad esclusione del preservativo) sono praticamente un’esclusiva femminile.

 

Sulla bocca di tutti

La notizia dell’arrivo del pillolo sta letteralmente facendo il giro del mondo creando curiosità e interessa in molti. Ma altrettanti sono i dubbi. Come funziona? Quali effetti ha sull’organismo? Ci sono effetti collaterali? Può far calare il desiderio sessuale? E così via.

Ogni dubbio è lecito quando ancora non si conosce qualcosa. Secondo i primi test il contraccettivo orale maschile promette di essere sicuro ed efficace. Ma vediamo meglio cosa dicono gli studi su questa soluzione che pare aver suscitato l’interesse del pubblico maschile.

 

Cos’è e come funziona il “pillolo”?

Ovviamente “pillolo” è il nome comune che gli è stato dato sulla scia della sorella pillola, in medicina si chiama invece dimetandrolone undecanoato. In ogni caso è un farmaco sperimentale (Dmau) che si lega ai ricettori androgeni e progestinici, sopprime la gonadotropine, mantiene gli effetti androgeni e inibisce la spermatogenesi.

Chi la assume ottiene una riduzione del testosterone endogeno proprio per l’assunzione di una dose alta di testosterone attraverso il farmaco. Di conseguenza la concentrazione degli androgeni nel sangue risulta molto più alta, in modo da far venire a meno gli ormoni necessari alla produzione di sperma.

In parole povere: preso quotidianamente, il pillolo riesce a bloccare la produzione di sperma. Va precisato che il livello di sperma rimane normale per volume, quindi l’uomo eiacula normalmente, però il seme è sterile perché azoospermico.

 

I test dicono che è efficace

L’efficacia del pillolo è stata dimostrata da uno studio condotto su 83 uomini sani di età compresa tra i 18 e i 50 anni presentato a Chicago al meeting annuale dell’Endocrine Society. La sperimentazione è stata condotta presso il Medical Center dell’Università di Washington e l’Harbor-Ucla Medical Center a Torrance.

Il farmaco è stato sviluppato dai National Institutes of Health statunitensi e, in particolare, dall’Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development, che ha finanziato il trial.

Le conclusioni dello studio affermano che la somministrazione orale durante un pasto per 28 giorni in uomini giovani e in salute è ben tollerata. Alla dose massima, il farmaco sperimentale sopprime i livelli di testosterone, portandoli vicino al livello di castrazione e sopprime marcatamente gli ormoni Lh e Fsh.

 

Perché non era mai stato creato finora?

Certo non per volere dei possibili fruitori. Secondo gli studi sul mercato, infatti, molti uomini preferirebbero assumere per via orale un prodotto quotidianamente e con effetto reversibile, piuttosto che ricorrere a iniezioni o gel topici a lunga durata di azione.

Inoltre, i progressi della ricerca sul pillolo, sono stati finora ostacolati perché formulazioni orali di testosterone possono causare infiammazioni al fegato e anche perché vengono smaltite dall’organismo troppo rapidamente per permettere un dosaggio giornaliero, richiedendo almeno due assunzioni al giorno.

La forza del pillolo di ultima generazione starebbe proprio nell’undecanoato, un acido grasso a lunga catena che secondo gli scienziati rallenta il metabolismo del farmaco, consentendo una sola somministrazione giornaliera.

 

Gli effetti collaterali

Durante i test per valutare la completa efficacia del farmaco come anticoncezionale, è stata dimostrata anche la tollerabilità dello stesso pillolo. Gli esiti a riguardo sono molto incoraggianti.

Durante la sperimentazione alcuni dei partecipanti hanno manifestato un lieve affaticamento, mal di testa e acne. Soltanto in 5 (su 83) hanno dichiarato di avere subito un calo della libido e in 2 hanno manifestato una leggera disfunzione erettile. Trattandosi di un farmaco ormonale, gli scienziati hanno affermato che si tratta di lievi effetti collaterali.

Detto questo, ci sono comunque altri dubbi a cui la scienza dovrà dare risposta: quali aspettative, sensazioni ed emozioni sperimenterà la donna in questo tipo di espressione sessuale? Nasceranno nuovi equilibri tra uomo e donna? Che influenza avrà questa nuova responsabilità di cui l’uomo si farà carico? Che livello di fiducia svilupperà la donna nei suoi confronti?

Alla scienza l’ardua sentenza.

 

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