Secondo le stime dell’ONU tra meno di trent’anni il nostro pianeta dovrà sfamare circa 9 miliardi di persone. È quindi naturale porsi qualche domanda e cercare di rispondere. Soprattutto ora che il pranzo di Natale si avvicina.

La tesi più diffusa vede protagonisti dei nostri pasti gli insetti, fonti di proteine, sali minerali e vitamine. Per i paesi orientali e africani è un alimento già conosciuto e consumato, e sembra proprio dovremo scendere a patti con il senso di disgusto che ora ci provoca anche solo pensarci.

Un primo tentativo natalizio si è verificato proprio di recente. In Italia è stato creato il primo pandoro a base di insetti! La ricetta, con il 20% di farina derivata dai bachi da seta, è stata testata dal foodblogger MasterBug. Nel rispetto delle indicazioni europee sul novel food e gli insetti commestibili. Il pandoro in questione, però, sarà messo in vendita solo dall’anno prossimo. Nel frattempo non scordiamoci dei vegani, la cui dieta futura sarà a base di alghe, come la spirulina. Un alimento che vediamo già comparire nelle zuppe cinesi e giapponesi.

Tutti elementi ecologici, che mettono al primo posto il benessere del pianeta. Ma perché rischiare di vivere d’insetti e alghe se dalla nostra abbiamo la scienza? La sperimentazione culinaria ha raggiunto livelli sempre più alti, e l’elaborazione di nuove forme di cucina ha avuto inizio nel 1969 con la cucina molecolare.

In questo campo l’abilità dello chef sta nell’usare particolari tecniche e meccanismi basati sulle reazioni chimiche in grado di trasformare un alimento. E senza l’utilizzo di sostanze chimiche o additivi. Questo comporta la creazione di nuovi piatti e nuovi sapori, e secondo quanto riportato nel Manifesto della cucina molecolare italiana, l’obiettivo è quello di valorizzare gli ingredienti naturali e migliorare le ricette anche dal punto di vista nutrizionale.

L’estetica la fa da padrone nelle creazioni prodotte, che attirano il nostro interesse come fossimo bambini in un negozio di giocattoli. Ogni piatto è uno spettacolo per gli occhi, ma vale altrettanto per lo stomaco? Per il momento si tratta di un tipo di cucina all’avanguardia, e per questo provata da pochi. Sul web, però, sono disponibili delle ricette da provare nella comodità di casa propria. Potrebbe non essere troppo lontano il giorno in cui per le feste mangiare caviale di cotechino sarà tradizione!

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