Proposta per la lunga campagna elettorale che ci attende, in cui ben pochi parleranno di futuro e tanti, con la scusa di parlare alla cosiddetta pancia del Paese, si volteranno indietro, perché già l’oggi è un orizzonte fin troppo largo ed è meglio rifugiarsi nel passato. La proposta è questa: smettiamola di lamentarci della fuga dei cervelli, perché in realtà il problema è l’opposto, ovvero la permanenza in Italia di chi non si arrende nemmeno di fronte all'evidenza.

L’evidenza, tornata sulle prime pagine in forma di foto dallo spazio, e già avevamo ricevuto gli scatti sofferti di Nespoli che da lassù riconosceva l’Italia solo grazie alla cappa di smog che schiaccia la pianura Padana, è che l’ambiente è, dovrebbe essere, tocca dire, l’argomento principale di ogni discussione sviluppata da chi ha in mano il destino delle prossime generazioni. Papa Francesco, che non è politico ed è accusato di esserlo fin troppo spesso, lo dice da un pezzo, e ha scelto di chiamarsi così proprio per collegarsi a chi chiamava fratello il sole e sorella la luna: l'ambiente è il tema da cui tutto dipende e a cui tutto torna.

L’ambiente è il futuro o la dannazione di Taranto; l’ambiente sono i giocatori di cricket che devono andare in campo in India con le mascherine sul viso per proteggersi dallo smog; l’ambiente sono i 22 gradi che rappresentano la temperatura ideale per farci essere di buonumore, non uno di meno, difficile, non uno di più, il che succede e succederà sempre più spesso. L'ambiente è una parola che abbiamo quasi dimenticato: ozono. Del famoso buco non si parla più, non si è parlato più fino a che nei giorni scorsi sono arrivate foto di quello spazio che sogniamo essere la prossima casa nostra.

Il satellite Sentinel 5P dell'agenzia spaziale europea è stato lanciato proprio perché fotografi la mappa degli inquinanti dell'atmosfera. Dallo spazio non si vedono fake news, ma solo tristi conferme: il biossido di azoto ha preso residenza permanente in Europa. In Olanda, in Spagna, nella Ruhr, sopra la pianura padana, ma è evidente che non vale, in questo caso, appellarsi al male comune per rifugiarsi in un mezzo gaudio. Dunque, per una volta non piangiamo la fuga dei cervelli ma ci ribelliamo alla insistenza con cui altri cervelli ci stanno impegnando in una campagna elettorale in cui di tutto si parlerà tranne che della evidenza. La prima evidenza per un posto che ancora vuol chiamarsi Belpaese

 

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