Migliora la legislazione in tutela dei dati personali diffusi sul web e arrivano le prime assicurazioni per difendersi anche online.

Oggi non si è più vulnerabili solo nella vita “reale”, ma anche in quella digitale e così sono state pensate campagne assicurative per proteggersi da cyberbulllismo, furto e diffusione di dati personali in rete, stalking online, pornovendetta, insulti e diffamazione sui social network, frodi informatiche. Un mercato potenziale che, secondo le stime di Facile.it, soltanto in Italia potrebbe valere, oggi, 100 milioni di euro l’anno. Un dato che non sorprende se si considera che nel 2017 ci sono state ben 16 milioni di vittime del cybercrime. (Norton Cyber Security Insights Report 2018).

Un recente studio internazionale (Swiss Re, White paper “Personal cyber insurance: Protecting our digital lives” 2019) afferma invece che, entro il 2025, il valore del mercato globale delle assicurazioni personali contro i cyber risk potrebbe addirittura superare i 3 miliardi di euro.

 

Le assicurazioni contro i cyber risk in Italia

In Italia le assicurazioni contro i cyber risk sono perlopiù proposte insieme ai pacchetti assicurativi legati alla casa o alla persona, con un costo che varia mediamente tra i 24 e i 40 euro l’anno. Queste sono cifre che vanno aggiunte alle assicurazioni tradizionali, tipo quella che protegge il capofamiglia da eventi derivati da guasti in casa e che possono produrre danni a vicini (come ad esempio la rottura di un tubo dell’acqua).

In Italia le assicurazioni contro i cyber risk sono ancora poco diffuse come prodotto indipendente, ma potrebbero diffondersi maggiormente in concomitanza con una maggiore consapevolezza dei rischi legati al web. Diverso è il discorso per le aziende, a cui le compagnie assicuratrici già offrono polizze ad hoc per proteggersi dai cyber risk. Ma in questo caso i costi della polizza, nonché gli adempimenti preventivi necessari per rendere valida la copertura, sono ben più alti e ben più complessi.

 

Cyberbullismo, stalking

In caso di cyberbullismo, cioè diffusione illecita di materiale personale, diffamazione o minacce online, l’assicurazione assiste il cliente durante i processi in sede civile o penale o in via stragiudiziale con l’obiettivo di ottenere la rimozione dei contenuti lesivi pubblicati e per richiedere l’eventuale risarcimento danni.

Se ciò non avviene in tempi rapidi, alcune compagnie mettono a disposizione dell’assicurato un team di esperti dedicato a inondare la rete con nuovi contenuti volti a disperdere e minimizzare la visibilità dei materiali lesivi pubblicati, mettendo in atto il cosiddetto flooding.

Alcune polizze prevedono anche la tutela per cyber stalking, ma in alcuni casi può capitare che queste coperture siano valide solo se a commettere l’illecito è una persona esterna al nucleo familiare; se invece lo stalker o il cyber criminale è un membro stretto della famiglia, ma anche un ex marito o un ex fidanzato, allora la polizza potrebbe non intervenire.

Oltre alla copertura delle spese legali alcune polizze offrono anche un supporto di natura medica, andando a sostenere, nei limiti del massimale, le eventuali spese per cure psicologiche laddove la vittima manifesti disturbo post traumatico da stress.

 

Il nuovo reato di pornovendetta

La diffusione di immagini e video privati sessualmente espliciti è diventata da poco reato. Nel codice penale è stato inserito l’art 612-ter che prevede la reclusione da 1 a 6 anni e una multa da 5mila a 15mila euro per chiunque invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a sfondo sessuale senza il consenso della persona ritratta. Stessa pena per chi, avendoli ricevuti, li diffonde a sua volta senza consenso.

La pena aumenta se

- l’autore del reato è un partner o un ex

- i contenuti intimi sono diffusi tramite strumenti telematici o informatici

- la vittima è una persona in condizione di inferiorità fisica o psichica

-la vittima è una donna incinta

 

Se c’è di mezzo un vip

Nella maggior parte dei casi, le nuove assicurazioni per i rischi del web non tutelano l’assicurato se è in una controversia con personaggi pubblici o del mondo dello spettacolo. Questi ultimi infatti devono tutelarsi in maniera diversa proprio per la diversa esposizione mediale che hanno. Aspiranti troll, leoni da tastiera ed hater che si scagliano contro il vip di turno con eccessiva acrimonia o veemenza, saranno loro stessi, e non la compagnia, a dover far fronte ai costi di eventuali azioni legali intentategli dal personaggio famoso.

 

I rischi del dark web

Alcune compagnie assicurative offrono coperture più sicure di altre. Per esempio, attraverso l’uso di programmi estremamente sofisticati, analizzano il web, e in particolar modo il dark web, con l’obiettivo di individuare eventuali usi fraudolenti dei dati personali dell’assicurato, avvisandolo in caso di possibili situazioni a rischio. In questo modo proteggono il cliente da virus e malware, da attacchi informatici da parte di hacker, dal phishing e dall’intercettazione dei tasti premuti sulla tastiera, tecnica spesso utilizzata dai male intenzionati che vogliono rubare le credenziali di accesso ai siti.

 

Come sopravvivere alla perdita di dati

Alcune assicurazioni forniscono software specifici per il recupero dei dati persi e, qualora non sufficienti, coprono i costi di riparazione presso un centro specializzato. Uno dei servizi più importanti in un momento storico in cui molti documenti personali o fotografie e video sono salvati solamente su cloud e in cui i ricordi sono custoditi solo online. Attenzione però che le polizze non tutelano l’assicurato se nel device sono stati volontariamente installati software pirata che hanno causato il danno.

 

Come tutelarsi quando si acquista online

Un’altra delle abitudini più diffuse è l’acquisto online di prodotti di ogni genere e prezzo. In questo caso la polizza cyber risk offre un supporto nella risoluzione di controversie relative a inadempienze contrattuali. Attenzione però alla lista di beni che non sono coperti: tra le categorie di prodotti normalmente esclusi ci sono, tra gli altri, oggetti preziosi, oggetti intangibili con valore monetario (ad esempio azioni, obbligazioni o titoli) e prodotti digitali scaricati online. Sono escluse, anche, le controversie legate ad aste online e all’acquisto online di prodotti usati. È bene considerare, infine, che in alcuni casi la polizza è valida solo se il valore dell’oggetto acquistato è superiore ad un certo importo, normalmente tra i 200 e i 400 euro.
 

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