Il nome tecnico è cohousing, ma possiamo tradurlo con “addio alla solitudine”. E se è stato pensato per trovare una compagnia agli anziani, sono anche i giovani a trarne beneficio.

L’idea di una convivenza tra persone che non sono parenti o legate da qualche tipo di relazione nasce in Danimarca verso la fine degli anni sessanta e da allora si è progressivamente diffusa in Svezia, Olanda, Inghilterra, Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone.

Ma in Italia non siamo da meno: è notizia di questi giorni la convivenza tra giovani e anziani in un appartamento di Acerra, Napoli, realizzata attraverso il progetto “Facciamoci compagnia” dalla cooperativa 'La Fenice' per abbattere i costi, ma anche la solitudine ed i rischi legati alla terza età, come le truffe e gli incidenti domestici.

Gli anziani svolgono la propria vita come se fossero in una casa di riposo, ma al posto degli infermieri ci sono dei ragazzi che li accudiscono come nonni. Non solo. Se richiesto dai familiari, viene fornito loro un Gps per poter essere rintracciati, se fuori casa, in caso di perdita di senso dell'orientamento. "Non è una casa di riposo o di cura - precisa Stefano Gamra, presidente della cooperativa e ideatore del progetto - ma un appartamento dove gli anziani convivono, assistiti da alcuni operatori sociosanitari, una cuoca ed una psicologa che li aiuta nella coabitazione. Nessuno indossa il camice, e gli operatori si rivolgono agli ospiti chiamandoli nonni, in modo da farli stare a proprio agio in un ambiente nuovo. Per ora il progetto funziona, e gli anziani si trovano bene".

Nell'appartamento, dotato di ogni comfort per gli anziani, sono presenti sette posti letto sistemati in diverse camere (alcune doppie), dove i nonnini hanno a disposizione il proprio spazio privato, per poi condividere il proprio tempo in una sala soggiorno e nella cucina, dove spesso arrivano anche amici e familiari, o altri ospiti della struttura per il progetto di "nonno parking".

Il co-housing è infatti anche un progetto di sostenibilità: se da un lato la progettazione partecipata e la condivisione di spazi, attrezzature e risorse agevola la socializzazione tra gli individui, dall’altro questa pratica favorisce la costituzione di gruppi d’acquisto solidale, il car-sharing o la localizzazione di diversi servizi, che consentono un buon risparmio energetico e diminuiscono l’impatto ambientale.

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