Una volta toccava a coraggiosi esploratori e uomini d’avventura. Oggi sono i robot che ritrovano enormi tesori andati persi in fondo al mare. Si chiama Remus 6000 ed è il veicolo autonomo subacqueo che ha ritrovato il galeone San José, affondato oltre trecento anni fa con a bordo 17 miliardi di dollari in preziosi. Il relitto era stato individuato dai ricercatori della Woods Hole Oceanographic Institution (Whoi) già nel 2015 al largo di Cartagena, in Colombia, ma a 610 metri di profondità, un limite impossibile per l’essere umano.   

È grazie a Remus 6000 che è stato possibile avvicinarsi alla nave e recuperare oro, argento e smeraldi per un valore di 17 miliardi di dollari. Una cifra a lungo contesa tra il governo colombiano e la società coinvolta nel recupero, con i ricercatori della Whoi che invece sono rimasti a guardare. Sono esploratori, ci tengono a precisare, non cacciatori di tesoro.

La storia delle ricchezze della San José risale a più di 300 anni fa, quando solcava i mari portando ricchezze dal continente americano all'Europa per finanziare le guerre, protetta da 62 cannoni di bronzo decorati con dei delfini. Una potenza di fuoco impressionante ma che non è valsa a nulla. L'8 giugno 1708, durante la guerra per la successione spagnola, la nave venne coinvolta nell'Azione di Wager, un confronto navale con uno squadrone britannico in cui spiccava la potente Expedition che non risparmiò il fuoco dai suoi 70 cannoni. Gli spagnoli ebbero la peggio ma i britannici non riuscirono ad abbordare la San José che andò a fondo con il suo favoloso tesoro. Da quel giorno divenne nota come il Santo Graal dei relitti, una delle navi più cercate di sempre.

Anche Remus 6000 vanta la sua storia epica: lungo circa 4 metri e dalla forma allungata e affusolata viene usato per sondare i fondali marini, come dice il nome (Remote Environmental Monitoring UnitS). Tra i suoi successi si ricordano in particolare le fotografie scattate al relitto del Titanic nel 2010 e il ritrovamento, l'anno successivo, dell'Airbus A330 di Air France che scomparì nell'Atlantico nel 2009 mentre volava da Rio de Janeiro a Parigi. In quel caso ben tre unità di Remus 6000 furono coinvolte nell'operazione mentre per la San José è stato usato un robot. Capace di inabissarsi fino a seimila metri, Remus 6000 permette di scandagliare il fondale marino grazie ai suoi sensori ma soprattutto di scattare foto e girare video in alta risoluzione.

Instant Future

Instant Future (IF) è un progetto di comunicazione digitale sui temi dell'innovazione, del futuro prossimo e della tecnologia che migliora la vita dell'uomo.


Social


© Copyright 2018 Instant Future - All rights reserved.