Pilotava un drone a Roma tra Arco di Costantino e Colosseo, pensava di concedersi una vacanza all’ultima moda: invece il turista malese autore dell’impresa è stato arrestato.

A Los Angeles il comune sta addirittura pensando ai droni per il trasporto urbano.

Tra i due estremi, come si può capire, uno spazio quasi infinito. I droni che pesano fino a un massimo di 300 grammi e viaggiano a una velocità massima di 60 km all’ora sono considerati non pericolosi. Ovviamente con qualche eccezione: non possono volare nei centri cittadini, nei parchi, in genere sopra zone affollate; non possono essere utilizzati per riprese dall’alto di cerimonie.

Poi, ovviamente, ci sono gli usi consentiti, e i professionisti del settore si devono registrare presso l’Enac, sigla quanto mai chiarificatrice: è l’ente che si occupa dell’aviazione civile. Perché questo sono i droni: velivoli, non giocattoli; non più velivoli giocattolo.

Una legge europea che amministri il settore è attesa per il 2020, quando si prevede che il mercato dei droni avrà quasi raddoppiato il suo valore, dagli attuali 6 miliardi agli oltre 11. Per allora professionisti e dilettanti dovrebbero essere equiparati, e solo per guidare i modelli più sofisticati sarà richiesto un corso di formazione. Se sarà consentito sorvolare anche zone dove ci sono tante persone, prepariamoci a vedere il cielo meno azzurro. Si chiamerà U-Space lo spazio aereo dedicato alla mission che si è data la Commissione europea: far entrare i droni nella vita degli europei dal 2019.

(L.C.)

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