È stato presentato in questi giorni a Matera il bando per startup di Spark Me, primo acceleratore di imprese dedicato all’economia dello spazio, con sede a Matera. Frutto della collaborazione tra Agenzia spaziale italiana, Agenzia spaziale europea e Openet Technologies spa, è una call aperta che mira a selezionare 20 aziende (preferibilmente in fase di scaleup) che intendono utilizzare le tecnologie spaziali per lo sviluppo di prodotti e servizi in diversi settori della società.

L’Italia, del resto, inizia ad avere un ruolo importante in fatto di space economy: un settore strategico per l’economia italiana, in sviluppo soprattutto tra le piccole imprese innovative del Sud. Alberto Tuozzi, dell’Agenzia Spaziale Italiana, spiega che è in corso una sorta di democratizzazione del settore: grazie a grandi infrastrutture spaziali e a tecnologie satellitari molto semplici, c’è la possibilità di creare applicazioni innovative anche con investimenti relativamente limitati e quindi accessibili anche per le piccole imprese.

È così che il Sud sta diventando terra di sperimentazione: nel periodo 2014-2016, il comparto spaziale a livello di occupazione è cresciuto del 3%, in completa controtendenza rispetto al trend nazionale. E questa crescita è dovuta proprio alla nascita di nuove micro aziende (cioè, con meno di 10 dipendenti), che in poco tempo sono state capaci di ritagliarsi un posto importante in un mercato di nicchia, ma di livello globale.

Il programma di Spark Me ha una durata di 12 mesi e viene realizzato in parallelo sia a Matera che in Kenya. Si rivolge a innovatori e startup che intendono accelerare il proprio business grazie all’applicazione delle tecnologie dello spazio. Dal canto suo, offre supporto sia dal punto di vista tecnico che organizzativo.

Ci sarà un centro di trasferimento tecnologico con laboratori attrezzati, spazi di coworking, connessione in fibra e satellitare, postazioni per la sperimentazione del 5g. Matera è la sede della sperimentazione. Inoltre è previsto l’affiancamento delle aziende con servizi di scouting, tutor e mentoring, oltre al supporto nell’attività di raccolta fondi, privati o pubblici. Durante i dodici mesi di incubazione, saranno previste anche delle sessioni formative specialistiche con esperti di settore, organizzate dalla space academy interna.

In termini finanziari, la cifra stanziata è di 30mila euro a startup, ma il progetto vale, nel suo insieme, 1,9 milioni di euro. Dei quali, il 45% investiti dall’agenzia spaziale italiana e il 55% da Openet. Non ci sarà però una somma elargita per ogni singola startup: i 30mila euro copriranno le spese per i servizi e la parte infrastrutturale nell’arco dei 12 mesi. Tramite partnership con istituti finanziari e piattaforme di venture capital poi, ci sarà la possibilità di sostenere finanziariamente i progetti più meritevoli.

Il bando integrale è pubblicato sul sito di Spark Me. Tramite il form online si può presentare il proprio progetto che verrà valutato dal comitato interno e anche caricare un video pitch.

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