Segnali di resistenza cinematografica. Ne parliamo in Rambla (qui il link). A Milano alla resistenza si può partecipare visitando il nuovo Anteo, giustamente battezzato Palazzo del Cinema, oppure andando al Base di via Bergognone dove i creativi del Milano Film Festival con la collaborazione della Fastweb Digital Academy hanno aperto Ultrareal World.

Solo 20 posti in sala, giustificati dal fatto che ci si accomoda su sedie girevoli e si entra in un nuovo mondo: realtà virtuale, il primo cinema del genere in Italia. E di che genere si tratta lo spiega intanto il fatto che si deve indossare un Samsung Gear 360 e poi che anche se si è usciti in compagnia l’esperienza diventa totalmente individuale. Magari può sembrare strano, abituati ad altri tempi, che gli spettacoli siano intervallati solo di un’ora, ma come è facile capire la produzione in VR non può contare per il momento su un catalogo ricco e soprattutto è tanto impegnativa, anche per gli spettatori, che la durata è più da cortometraggi che da film classici.

A Milano è insomma in corso una preview, un’anticipazione del cinema che vedremo e che vivremo. Il cartellone prevede proiezioni fino a marzo 2018, sei mesi, un appuntamento al mese (info: www.milanofilmfestival.it ). Ma la sensazione è che si possa andare oltre. A febbraio pure i Giochi Olimpici saranno proposti in VR, in Virtual Reality. Il settore aveva un valore, a livello mondiale, di 2,50 miliardi di dollari l’anno scorso, ed è previsto che arrivi a quasi 34 nel 2022: è il cinema, bellezza.

(L.C.)

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