C’è già chi lo chiama lo “Spotify dei libri”, proprio perché, al posto di offrire musica illimitata, offre sapere illimitato. Il suo nome è Perlego ed è una piattaforma che raccoglie oltre 200mila testi accademici e professionali. Una sorta di biblioteca universitaria, sempre aperta, consultabile ogni volta che si vuole dietro il pagamento di un abbonamento mensile di appena 14 euro. Una cifra misera se paragonata a quelle che spendono gli studenti universitari per comprare i libri originali necessari a passare gli esami.

È da qui che nasce l’idea dei due founder, Gauthier Van Malderen e Oliviero Muzi Falconi, due ex studenti della Bocconi che stanno cercando di rivoluzionare il mercato dei libri universitari. A loro, come raccontano, capitava di spendere oltre 400€ l'anno per l'acquisto dei libri. Spesso spendevano 50€ per un titolo secondario, per poi leggerne solo pochi capitoli. E una volta passato l'esame, tentavano di rivendere i libri meno importanti sperando che nel frattempo non fosse cambiata edizione. Ma, questa, è una condizione che accomuna tantissimi loro coetanei, ieri come oggi. I programmi d'esame hanno spesso una lista di 3-4 libri, se non di più, ed è impossibile o quasi comprarli tutti. Spesso si ricorre alle fotocopie, sfidando il copyright. Pochissimi professori predispongono dispense a basso costo per venire incontro alle esigenze dei propri studenti.

Su Perlego bastano 14 euro al mese per avere accesso all'intero catalogo, manuali e testi d'esame in formato eBook; ma anche saggi, pubblicazioni, report e liste di libri raccomandati da esperti per approfondire meglio argomenti specifici. "Sono disponibili titoli che variano dall'economia e management all'arte, dalla fisica alla filosofia - sottolinea Muzi Falconi - arricchiti da diverse funzionalità, come la possibilità di evidenziare, prendere appunti, citare fonti, per riprodurre fedelmente online l'esperienza di studio reale". E con l'imminente arrivo dell'App mobile e l'introduzione degli audiolibri sarà ancora tutto più flessibile, in linea con le abitudini delle nuove generazioni, votate alla dematerializzazione e alla portabilità totale dei contenuti. Una crescita rapida e risultati di tutto rispetto raggiunti in pochi mesi di lavoro.
 

Attualmente, seguendo questa strada, Perlego ha stretto accordi con circa 1400 case editrici, inclusi otto fra i dieci principali attori sulla scena dell'editoria universitaria. Collaborando, parallelamente, con Ingram, uno dei più importanti distributori di eBook al mondo.
All’inizio gli editori erano perplessi per la paura di perdere guadagni, ma a conti fatti, attraverso Perlego, sono tutelati da almeno un paio di insidie. La prima è rappresentata dal mercato dell'usato: si stima che circa il 30% delle loro entrate sia cannibalizzato dai libri di seconda mano; un dato che rispecchia perfettamente le abitudini di acquisto di gran parte degli studenti italiani. La seconda è la pirateria online, con la conseguente violazione del diritto d'autore. Gli utenti, infatti, su Perlego hanno accesso ai libri soltanto tramite streaming e non possono scaricarli. In questo modo la proprietà intellettuale è salva e i guadagni garantiti. Le case editrici, di fatto, hanno la possibilità di riappropriarsi di quella fetta di studenti che, in condizioni normali, non comprerebbe i libri.

Al momento la piattaforma offre soprattutto testi in inglese, molto diffusi, tradotti e presi come modello nel mondo universitario. I fondatori assicurano però che vorrebbero approcciarsi al mercato italiano e, perché no, allargarsi alla scuola dell'obbligo. Tutti gli studenti devono far fronte all'eccessivo costo dei libri e Perlego ha l'ambizione di voler minimizzare i costi dell'educazione in generale rivoluzionando il mondo dell’editoria digitale.

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