Del riscaldamento globale stiamo parlando spesso (ed era anche ora). I suoi effetti sono sempre più devastanti, la vita del nostro Pianeta e di tutti gli esseri viventi che vi abitano è a rischio. Ed è tutto colpa nostra.

Tra gli effetti devastanti che il cambiamento climatico sta producendo, sappiamo bene che c’è lo scioglimento dei ghiacci. Numerose sono le foto che ritraggono orsi e altri animali polari in difficoltà nel riuscire a vivere, senza poi parlare degli scatti dei satelliti che di anno in anno vedono la macchia bianca ai poli ridursi drasticamente.

Ma c’è anche un altro problema che finora forse non era stato considerato e che riguarda lo scioglimento dei ghiacci, in particolare del permafrost.

 

Il ghiaccio perenne si scioglie e fa resuscitare batteri sconosciuti

Il global warming sta progredendo a ritmi velocissimi. Tanto da cominciare a sciogliere perfino il permafrost, ovvero quel fenomeno tipico delle regioni dell'estremo Nordeuropa, della Siberia e dell'America settentrionale dove il suolo è perennemente ghiacciato.

E proprio in Siberia alcuni scienziati hanno scoperto che si stanno liberando nell’aria organismi e spore congelati da secoli. La Russia è il Paese in cui il riscaldamento globale sta progredendo più velocemente (si parla di due volte e mezzo superiori rispetto al resto del mondo).

Gli scienziati che lavorano a Jakustk, la città della Siberia nella quale d’inverno il termometro scende fino a -60 gradi, hanno scoperto che lo scioglimento del permafrost sta liberando nell’aria spore e batteri rimasti congelati per migliaia di anni.

Tutto è nato per caso, quando si è discusso che cosa fare di un’area della città nella quale erano stati condotti esperimenti con l’antrace. L’idea di realizzare una pista di pattinaggio è stata respinta proprio perché si è scoperto che il batterio Bacillus Anthracis era rimasto per anni congelato nel ghiaccio e si era riattivato con lo scioglimento del permafrost che lo conteneva.

 

L’antrace si sta diffondendo nella regione della Jakuzia

Nelle regioni del Nord è conosciuto come la “peste siberiana” che stermina gli animali e colpisce anche l’uomo. La sua diffusione è facilitata dal fatto che la Jakuzia ha quasi 14 mila cimiteri di renne lungo i percorsi delle migrazioni. Dalle carcasse scongelate si liberano batteri che tornano in vita, diffondendosi nell’aria.

Il permafrost della Jakuzia è spesso qualche centinaio di metri, ma si sta assottigliando di 5 centimetri l’anno. Nel 2006, durante l’estate, la temperatura ha toccato i 35 gradi, liberando dal suolo batteri, metano e altri gas serra. A causa dello scioglimento del permafrost il terreno è diventato cedevole, le case crollano e persino le tubature di gas e petrolio si spezzano con frequenza. La regione è inoltre bucherellata da crateri creati da esplosioni spontanee di metano, il più grande dei quali, lungo 800 metri, è stato chiamato “Porta dell’inferno”.

 

Altri virus incombenti

Nelle zone dell’estremo Nord non è solo l’antrace a creare preoccupazione. Sono infatti tornati in vita anche i virus del vaiolo e dell’influenza Spagnola. Dai resti di un mammut è stato riattivato un batterio vecchio di 20 mila anni e dal ghiaccio antartico ne sono stati recuperati altri dormienti da otto milioni di anni, che il nostro organismo non riconosce e potrebbe non essere attrezzato a combattere.

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