di Stefano Intintoli

Tutti i colloqui di lavoro iniziano con la fatidica domanda:

«Cosa sai fare?», per carpire cosa è capace di fare la persona che potrebbe essere assunta o con cui potrebbe nascere una collaborazione.

La domanda però in sé è sterile ed infruttuosa: nella maggior parte dei casi infatti il soggetto si troverà a fare ciò che serve all’azienda per avere uno stipendio sicuro, andando spesso anche contro la propria stessa indole.

Si avrà così la sicurezza del posto di lavoro, ma anche la certezza di diventare tristi, inappagati ed improduttivi.

Il team di MarkeThink Olistico durante i colloqui con professionisti, lavoratori dipendenti o imprenditori, pone una domanda diversa:

«Cosa ti piace fare?»

Queste 4 parole scandagliano l’animo della persona: vanno oltre il curriculum, i master, gli stage, le esperienze pregresse. Cercano piuttosto di capire a fondo cosa realmente renda felice la persona sul posto di lavoro.

Quali peculiarità permettono al soggetto di portare a compimento il proprio talento, di rendere la propria passione un’attività lavorativa a tutti gli effetti.

Non per forza ciò che faccio mi rende felice, ma se faccio ciò che mi rende felice sicuramente sarò un ottimo professionista nel mio settore!

(in collaborazione con www.markolis.com)

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