Una poesia sull'ozio, o meglio otium per dirla come i latini. Perché l'otium, dal suono così antico, è imprescindibile anche nella vita caotica del presente, e del futuro. Una poesia, perché il racconto del futuro non può essere solo in prosa. Almeno, non sulla Rambla.

di Francesca Veneri

Otium

Otium cum dignitate.

Ozio

Oziare 

Diffusa accezione negativa 

Anteposto al 

Fare Fabrile 

Otium 

oziare

Otium

È sempre stata la

Mia Stanza preferita,

spazio rotondo senza spigoli dove il pensiero può rimbalzare liberamente 

di qua, di là...

di sopra e di sotto 

voltare e svoltare 

rivoltare 

pensieri parole 

opere e omissioni...

Otium 

um um...

pensieri leggeri lanciati in aria da una mano 

um um 

E ripresi dall’altra  

Palloncini palleggiati

um um 

tornano 

si ripropongono nuovi, rimescolati, rimodellati...

Senza scopo altro di pensare se stessi e dondolare se stessi.

Le stanze dell'Otium sono blu

sono indaco dove tuffarsi e proteggersi dalla luce eccessiva del Fare....

Cicerone lo identificava con tutte le attività che nobilitano,  non retribuite come lo studio, le conversazioni intime o erudite, 

il tempo trascorso nella natura: 

ciò che non produce ma che è fondamentale per produrre ...

Ciò che non costruisce ma

Che è indispensabile per costruire...

Forse è  sottosopra quanto ho scritto...

Il mio Otium è sottosopra...

Magari va letto a testa in giù... 

 

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