di Antonella Fleres

Vivo in Sicilia, regione bellissima, ricchissima, antica e contraddittoria. Ho viaggiato, certo non tantissimo, e di sicuro vorrei conoscere altri luoghi, ma ogni volta che visito un nuovo paese non posso fare altro che paragonarlo con la mia terra, con i miei posti...E in genere la Sicilia da questo mio confronto mentale ne esce vincente, nonostante io conosca tutti i problemi di questa terra, tutte le difficoltà dell’essere siciliani e di vivere in un territorio così pieno di contraddizioni.

La natura ci ha donato panorami mozzafiato, tramonti di sangue ed albe splendenti; i nostri vulcani non si quietano mai e lanciano fuoco in cielo ridisegnando i contorni dell’orizzonte;  il mare, che mare, tra scogli neri di lava, o bianchi come il sale, spiagge di sabbia o ciotolini, fa sognare i Caraibi, ma è a portata di mano, quasi in tutte le stagioni. Abbiamo boschi, colline fertili, pianure per il grano e gli agrumi, e il nostro vino…gli Dei dell’Olimpo non volevano di meglio. Gli uomini, quelli che hanno fatto la storia, hanno arricchito la Sicilia di monumenti magnifici, Agrigento Selinunte e Segesta con i loro templi, Siracusa, Catania, Taormina, Tindari, con i teatri e le terme; Palermo dove i Normanni hanno realizzato chiese e palazzi, o Catania che dopo un terremoto è rinata barocca e opulenta. Una terra dove l’Università c’è dal 1435, dove poeti e scrittori si sono ispirati. Qui si fa colazione con la granita e le brioches, si pranza con la pasta alla norma o con la pasta con le sarde, si supera la fame del pomeriggio con un arancino e la sera…siciliana, pesce, caponata, carne arrostita su una brace che non si spegne mai… Qui la cucina è un’arte che abbraccia l’ospitalità.

Insomma, io amo la mia terra, conosco le sue potenzialità e anche le sue pecche, e il mio futuro lo vedo qui, a resistere, a combattere per tutte le cose che amo. E qui è dove vorrei che anche i miei figli, e tutti i giovani siciliani potessero crescere. Vorrei che tutti, quelli che hanno studiato e che oggi sono esperti nei più disparati settori, e quelli che non hanno voluto o potuto studiare, ma che con impegno lavano piatti a Londra, o costruiscono oggetti in Germania, potessero farla crescere. Perché qui abbiamo la possibilità di lavoro per tutti. Per chi vuole investire sulla terra ed i suoi prodotti, per chi vuole restaurare i meravigliosi palazzi e monumenti, per chi vuole sperimentare nuove produzioni tecnologiche a basso indice inquinante. Noi abbiamo il sole che non si limita ad abbronzare i turisti,  può produrre elettricità, e abbiamo le scuole che preparano per le tecnologie più innovative. Abbiamo studiosi di storia, di giurisprudenza, di lettere e di medicina. Grandi politici e scienziati lungimiranti. E allora cosa ci manca ? Perché questa mia bellissima terra non riesce a decollare ? Perchè non riesce a trattenere i suoi figli migliori ? Vedo un futuro che vola via su migliaia di aerei low cost, vedo che i giovani hanno perso le speranze di sviluppare qui le loro idee, e che vanno dove i loro saperi vengono apprezzati, dove credono nella loro forza, dove non occorre essere “amici”, e dove chi vale viene pagato.

Ma io voglio restare qui, voglio credere che si possano cambiare le brutte abitudini che rendono tutto complicato, o sporco, o inutile a volte. Ecco, per me il futuro nasce dal mio passato, dalla storia della mia terra e si organizza nel presente, il mio futuro è qui, per le strade nere della mia città, nelle piazze antiche, lungo le coste del mio mare, è in Sicilia.

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