di Andrea Vidotti

Sono un uomo fortunato perché ho trasformato la mia passione in lavoro.
Lo sport è sempre stato per me adrenalina, emozione, pathos.
Sin da quando ero bambino alla tv guardavo solo ed esclusivamente programmi sportivi.
Mi sono laureato in Economia e Commercio, e con un padre commercialista il mio destino era segnato.
Ma in quello studio io non ci sono mai arrivato. Io volevo diventare un Manager Sportivo.
Ho iniziato a lavorare a Bologna con Alberto Tomba, ho vissuto la sua conquista della Coppa del Mondo Assoluta.
Ho girato il mondo con lui, ho fatto esperienze incredibili, quegli anni sono stati la mia palestra.
E poi via via, Pozzecco, Cassina, Luperini, Giorgio Rocca e tanti altri, ed ho organizzato eventi con Beckham, Vale Rossi, Fede Pellegrini, Ale Del Piero, Bebe Vio, Giusy Versace, Fabrizio Macchi, Gabriel Batistuta, Pierluigi Collina. Avete presente Tom Cruise in Jerry Maguire ? È come me un manager sportivo. All'inizio del film è un professionista freddo, quasi volutamente cinico. Poi cambia quando capisce che non è solo questione di soldi, la vera fortuna è costruire rapporti umani, solidi. E la cosa divertente è che questi rendono persino di più. Potrei raccontare tanti episodi, e lo farò, anticipandovi della volta in cui ho cercato volutamente la strada dell'originalità come quando ad Ale Del Piero abbiamo fatto intestare una via a Jesolo: felice lui di una proposta così fresca, ancora più felice la gente della semplicita'del messaggio.
Sono docente ai Master in Sport Business Management e mi piace confrontarmi con i futuri manager dello sport. Ragazzi che magari hanno una formazione pure più ricca della mia ai quali però insegno un segreto:è la passione la marcia in più nello sport, la passione che ti suggerisce soluzioni nuove, originali.
Oggi con la mia agenzia Ideeuropee lavoro prevalentemente negli Sport Invernali, curo l'immagine di Christof Innerhofer, Sofia Goggia, Nadia Fanchini, Federico Pellegrini, Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi, Michela Moioli, Simone Origone, Michele Boscacci.
Si avvicinano le Olimpiadi Invernali in Corea del Sud e sinceramente non sono preoccupato né per i proclami di Kim, né per le risposte di Trump. Le Olimpiadi sono qualcosa di più, qualcosa di meglio. Ad esempio il fatto che una coppia di pattinatori nordcoreani si sia qualificata per i Giochi è un bel segnale. Questi 100 giorni e più che mancano alla cerimonia inaugurale li spenderemo per far conoscere meglio i nostri ragazzi: i Giochi Invernali non valgono quelli estivi in termini di popolarità, non sono più i tempi di Alberto Tomba per cui persino il Festival di Sanremo si fermò.
Anche l'inverno  non è più quello di una volta. Per questo sono e siamo felici di affiancare Livigno nel progetto di dare alla località una nuova identità, anche proponendosi come centro italiano, di eccellenza, per gli allenamenti in altura che tecnici e atleti preferiscono alla vigilia degli appuntamenti importanti. E in ogni caso non ci sono solo grandi risultati di mezzo. Oggi lo sport è una passione importante per tanta gente e lo sport può allungare le stagioni turistiche di tante località, dunque di tante imprese italiane.

Appunto, l'Italia: ogni volta per i Giochi torno bambino. Aspetto con ansia di sentire l'inno di Mameli con un azzurro sul podio. A Sochi nel 2014 non è mai successo, sarebbe bello se a febbraio ... 

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