Mentre l’Amazzonia brucia, ci sono altri posti meravigliosi che rischiano di scomparire dalla faccia della Terra. Luoghi speciali che la natura ci ha donato e che noi non siamo stati in grado di prendercene cura. Due di questi sono perle uniche dell’Italia.

A dare l’allarme è il Mother Nature Network, sito d’informazione americano che si occupa di ambiente e sostenibilità. Secondo il New York Times entro il 2050 l’innalzamento del mare causerà la scomparsa del 17% della Terra, sfollando circa 18 milioni di persone.

 

1. Addio al Glacier National Park

Il Parco nazionale dei ghiacciai negli Stati Uniti racchiude due catene montuose, oltre 130 laghi, oltre mille specie di piante e centinaia di diverse specie animali. 100 anni fa contava ben 150 ghiacciai, ne sono rimasti 39 e probabilmente scompariranno entro il 2030. Il riscaldamento globale ha ridotto le dimensioni dei ghiacciai dell’85% dal 1966, secondo i dati diffusi dall’US Geological Survey e dalla Portland State University.

 

2. Addio alla Grande Barriera Corallina

La Grande barriera corallina in Australia è la più grande estensione di corallo nel mondo, composta da oltre 2.900 barriere coralline singole e da 900 isole. Si estende per 2.300 km su una superficie di circa 344.400 km. L’aumento delle temperature oceaniche, l’inquinamento delle acque, l’acidificazione degli oceani e i cicloni colpiscono continuamente la scogliera e hanno causato lo sbiancamento dei coralli di massa. Uno spettacolo naturale che ha impiegato 8mila anni per crearsi, ma che potrebbe scomparire nel corso di una generazione.

 

3. Addio alle Maldive

Le bellissime isole rischiano di scomparire sommerse dalle acque dell’Oceano Indiano. È il Paese più basso del mondo con un livello del suolo naturale massimo di 2,3 metri e una media di soli 1,5 metri sopra il livello del mare. La nazione è composta da 1.190 isole. Il mare si dovrebbe alzare di circa mezzo metro entro il 2100.

 

4. Addio a Venezia

Nel secolo scorso, la frequenza di acqua alta a Venezia è passata da meno di 10 volte all’anno a più di 60 volte l’anno. Nel ventesimo secolo l’eccessivo pompaggio delle acque sotterranee ha portato la città a «sprofondare» di circa 2 millimetri all’anno. Nei prossimi 20 anni i ricercatori si aspettano che il livello del suolo possa scendere di 8 centimetri rispetto al mare.

 

5. Addio alla Patagonia

La bellezza incontaminata della Patagonia rischia di scomparire. I suoi 50 ghiacciai si stanno ritirando a causa dell’aumento delle temperature e del calo delle precipitazioni. Luoghi che fino a qualche anno fa erano innevati, ora sono completamente asciutti.

 

6. Addio alle Alpi

A causa del riscaldamento globale i famosi ghiacciai alpini spariranno entro il 2050. In media si perde il 3% ogni anno e secondo il national Geographic ciò significa che si perderà gran parte della fornitura di acqua potabile europea.

 

7. Addio al Bangladesh

Metà del Paese che sorge nel delta del Gange rischia di essere allagato se il mare dovesse aumentare di solo un metro. Considerando che si trova anche al centro della cintura dei monsoni e le calamità naturali quali inondazioni, tornado e cicloni tropicali sono sempre più frequenti, il suo destino è già tristemente scritto.

 

8. Addio alla tundra dell’Alaska

Il global warming riscalda l’Artico due volte più velocemente del resto del mondo. Ciò significa che la bellissima tundra alaskana potrebbe svanire completamente se le temperature non accenneranno a calare. Lo scioglimento del permafrost sta alterando l’ecosistema, rilasciando al tempo stesso carbonio aggiuntivo che contribuisce ad accelerare il riscaldamento globale.

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