Immaginate di dover fare un viaggio in cui, ogni 10 chilometri di strade da percorrere, nove non esistono. Questo è quello a cui vanno incontro gli animali selvatici: bloccati in piccoli frammenti di habitat naturali e impossibilitati a muoversi nelle campagne, interrotte sempre di più da paesaggi urbani o industriali.

È per far fronte a questa emergenza che a Oslo, in Norvegia, hanno creato un’autostrada per le api. Il progetto è nato nel 2015 e si sta pian piano sviluppando per salvaguardare uno degli insetti più importanti per il mantenimento della vita sulla Terra.

L’autostrada per le api è un percorso che si snoda per la città. Ogni 250 metri, sui tetti e sui balconi delle abitazioni, ci sono stazioni di polline costituite da veri e propri vasi di fiori che ospitano e alimentano api e calabroni, altrimenti non in grado di sopravvivere. 

L'organizzazione BiBy ha anche creato un’app che permette di individuare le "zone grigie", ovvero i tratti più lunghi ancora senza cibo per le api, al fine di favorire la creazione di nuove stazioni di polline.

L’autostrada per le api di Oslo è il primo corridoio verde del mondo progettato esclusivamente per attirare gli insetti impollinatori, ma anche altre zone si stanno mobilitando. In Gran Bretagna il tema è molto sentito e in Irlanda del Nord è già attivo il progetto B-lines, che prevede 15 percorsi per insetti.

In Italia non c’è ancora una realtà concreta, ma chiunque, che sia un privato cittadino o un’azienda agricola, può contribuire alla causa. È quello che sta facendo la Tenuta Casa del Sole di San Polo d’Enza, sulle colline emiliane, dove le api accolte producono ogni anno dell’ottimo miele.

 

L’importanza delle api

Le api sono responsabili di almeno il 35% della produzione agricola mondiale grazie all’impollinazione. Negli ultimi anni l’Unione Europea ha subito una riduzione pari a circa il 50% degli alveari, cifra che in Italia raggiunge una percentuale del 20-30%. Le api contribuiscono da sole alla riproduzione di circa 39 specie vegetali sulle 57 più comuni e remunerative, un danno economico che negli Stati Uniti arriverebbe anche ai 15 miliardi di dollari.

Alcuni studiosi hanno notato che la presenza di alveari e habitat naturali a poca distanza da coltivazioni ed aziende agricole, ne incrementa fortemente la produzione, arrivando anche all’80% in più del normale. Perdere questo potenziale in seguito ad un’eventuale e preoccupante estinzione, significherebbe dover rinunciare ad un settore sempre prolifico per l’economia di molti paesi.

 

Le api robot

Molte università - l'ultimo annuncio arriva dal Politecnico di Delft - stanno già lavorando ad api robot, piccoli droni che rimpiazzerebbero le operose lavoratrici a strisce gialle e nere, facendo al posto loro il duro lavoro di impollinazione.

La potente multinazionale americana Walmart ha presentato una serie di brevetti dedicata ad api-drone pensate per automatizzare il settore dell'agricoltura. I piccoli robot volanti non solo si occuperebbero di impollinazione, ma anche di spruzzare pesticidi; scacciare uccelli e altri predatori che fanno incetta di sementi; monitorare la crescita delle piante; verificare potenziali danni con appositi sensori e molto altro ancora.

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