In un paese permanentemente in campagna elettorale come il nostro fa un certo effetto leggere nella Relazione sullo Stato della Green Economy presentata in questi giorni a Ecomondo a Rimini che «concrete azioni per rendere più green le nostre città costituiscono un potenziale formidabile di crescita di una green economy», soprattutto perché si sottolinea che «non ci vuole molto quindi a capire che tali questioni potrebbero avere un peso rilevante anche nell’orientamento elettorale dei cittadini. Parole di Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile.

Siamo solo l’Italia , in un ambiente, è davvero il caso di dirlo, che non conosce confini per quanto riguarda quel problema riassuntivo di tanti altri guai che si chiama cambiamento climatico, però è giusto fare il punto sul Paese.

80 dei 109 capoluoghi di provincia hanno aderito al Patto dei Sindaci che su scala europea hanno impegnato i loro territori per la lotta al cambiamento climatico, però solo 7 di questi hanno adottato target significativi di riduzione delle emissioni del 30% o più entro il 2020.

La nuova potenza fotovoltaica negli stessi comuni capoluogo è crollata da 74 watt pro capite nel 2011 a 3 nel 2015: sono bastati i tagli agli incentivi. In un periodo più breve, dal 2012 al 2015, le perdite delle reti idriche sono salite dal 35,6 al 38,3%.

Mobilità, uno dei capitoli più interessanti, anche per verificare se esistono, resistono forse, politiche di settore: le piste ciclabili sono aumentate del 25%, auto elettriche e ibride sono in aumento ovunque ma tra il 2010 e il 2015 la disponibilità di posti sugli autobus è calata di un eloquente e preoccupante 17%.

Tema emissioni: dopo un calo nel 2016, il 2017 sembra indicare un nuovo aumento e, sottolinea Ronchi, «politiche e misure più incisive necessarie per attuare l'Accordo di Parigi ancora non si vedono».

Piuttosto, in occasione della giornata mondiale dell’acqua, il 22, l’Istat ha documentato che i ghiacciai alpini negli ultimi 40 anni hanno perso metà dei loro volumi.

Per trovare un motivo per sorridere bisogna arrivare all’economia circolare: la raccolta differenziata ha raggiunto il 47%, per 14 milioni di tonnellate di rifiuti riciclati. E forse bisognerebbe anche aggiornare il vocabolario se la gestione dei rifiuti è un’attività che coinvolge  5mila imprese, con 120mila dipendenti e un fatturato di miliardi.

Cosa dice la gente della Green Economy? Nei numeri si nota il distacco abissale tra l’opinione pubblica e l'agenda politica: i comportamenti individuali sono importanti ma hanno bisogno di essere promossi e incentivati con politiche pubbliche per il 70,3%; gli edifici pubblici cittadini devono utilizzare solo fonti energetiche rinnovabili per il 51%; l'illuminazione  pubblica deve essere progettata e gestista con criteri di efficienza e risparmio energetico per il 75,5% (e l'Italia è uno dei Paesi più ...spaventati dal buio ); le città devono adottare efficaci programmi di adattamento al cambiamento climatico, in particolare per ridurre la vulnerabilità alle alluvioni e alle ondate di calore per il 70,3%. E abbiamo indicato qui la percentuale di chi è molto d'accordo, se aggiungiamo quelli abbastanza d’accordo si sfiora dappertutto il 100% dei consensi.

 

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