L’inquinamento atmosferico è ormai un problema che riguarda più o meno tutte le grandi città. La percentuale di sostanze tossiche nell’aria ha raggiunto livelli preoccupanti, sia a causa dell’inquinamento sia a causa della deforestazione continua.

La soluzione più giusta rimane procedere continuamente con la piantumazione di alberi, sia in città che fuori, ma c’è anche chi ha pensato a una soluzione alternativa.

 

Le tende green

Si chiamano PhotoSynth.Etica e sono tende che producono ossigeno ed eliminano l’anidride carbonica sfruttando la luce del giorno, proprio come fanno le piante. Un metodo che imita la natura e ci fa respirare in modo più sano.

L’idea è venuta a due ragazzi italiani che chiamano questa invenzione una “cortina urbana”. Le tende sono infatti una sorta di isolante degli edifici rispetto all’ambiente circostante. La struttura è composta da moduli 16,2 x 7 metri, ognuno dei quali funziona come un fotobioreattore, grazie alla presenza di microalghe viventi inserite all’interno del tessuto. Il meccanismo sottrae all’atmosfera la CO2 e la immagazzina in tempo reale: circa un chilo al giorno, equivalente a quello di 20 alberi di grandi dimensioni.

 

Come si eliminano le particelle inquinanti

Tecnicamente l’aria urbana non filtrata (mediamente molto inquinata) viene introdotta nella parte inferiore della facciata per salire naturalmente attraverso un mezzo acquoso all’interno dei fotobioreattori bioplastici. Le molecole di CO2 e gli inquinanti atmosferici vengono catturati e immagazzinati dalle alghe per poi essere trasformati in biomassa riutilizzabile. A quel punto l’ossigeno fotosintetizzato viene rilasciato dalla parte superiore di ciascun modulo.

Il particolare design a serpentina fa sì che si riduca il volume totale occupato dalle tende e aumenti il numero dei fotobioreattori. In questo modo è ottimizzato il processo di sequestro del carbonio.

 

Quanto costa la tenda antiinquinamento?

Il prototipo è stato lanciato alla fine del 2018. All’inizio il costo stimato era tra i 300 e i 2000 euro al metro quadro. I progettisti stanno però studiando soluzioni meno costose, per rendere le tende accessibili anche in ambito casalingo/condominiale.

 

L’inquinamento dell’aria

Secondo Mal’aria 2019, il rapporto annuale sull’inquinamento atmosferico nelle città italiane di Legambiente, il 2018 è stato un anno da codice rosso per la qualità dell’aria. Nel 2018 in ben 55 capoluoghi di provincia sono stati superati i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili o per l’ozono (35 giorni per il Pm10 e 25 per l’ozono). In 24 dei 55 capoluoghi il limite è stato superato per entrambi i parametri, con la conseguenza diretta, per i cittadini, di aver dovuto respirare aria inquinata per circa 4 mesi all’anno.

Una situazione critica, che per Legambiente indica l’urgenza a livello nazionale di pianificare misure strutturali capaci di abbattere drasticamente le concentrazioni di inquinamento presenti e di riportare l’aria a livelli qualitativamente accettabili.

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