La campagna britannica contro la plastica e l’inquinamento che ne deriva per l’ambiente è pronta a procedere con nuove regole. Cannucce per bibite, bastoncini per mescolare i cocktail e cotton fioc sono finiti sul libro nero del governo inglese, dove convergono già un buon numero di oggetti usa e getta, che verranno messi al bando a partire dall’anno prossimo. L’ha annunciato la stessa Theresa May a Londra all’apertura formale del summit annuale del Commonwealth, l’associazione delle ex colonie del Regno Unito.

L'iniziativa, che dovrà essere approvata dal parlamento di Westminster, mira a convincere altri paesi del Commonwealth a fare altrettanto. Cannucce e cotton fioc, infatti, vengono considerati tra i prodotti più dannosi e meno riciclati. Sono abbastanza piccoli da essere mangiati da volatili e animali marini. Ma a dire la verità non è la prima volta che un Paese cerca di arginare un problema così grande. Nel 2017 la Scozia ha avviato una consultazione fra il governo e il parlamento di Edimburgo volta a mettere al bando i cotton fioc. Secondo gli attivisti delle campagne ambientali, una misura del genere basterebbe da sola a ridurre della metà l’inquinamento marino della plastica a cui contribuisce la Scozia.

Sempre lo stesso anno, nel Regno Unito, è stata introdotta una tassa di 5 pence sui sacchetti di plastica, e la stessa ha già prodotto risultati positivi: il numero delle buste distribuite è calato di 9 miliardi e iniziative analoghe sono allo studio per le bottiglie di plastica. Complessivamente si calcola che nei mari di tutto il mondo ci siano 150 milioni di tonnellate di plastica e che più di 100 mila mammiferi marini muoiano mangiando plastica o rimanendovi impigliati.

Ultimamente il quotidiano Indipendent ha pubblicato immagini terrificanti: un’enorme rete fantasma nelle acque dei Caraibi, fatta di detriti di plastica e altro materiale inquinante in cui sono rimasti impigliati e sono morti centinaia di squali e pesci. «Quando l’ho vista sono rimasto scioccato. – ha raccontato Dominick Martyn-Mayes, il subacqueo che l'ha scoperta e fotografata - Ho liberato io stesso i pesci intrappolati che erano ancora vivi, tagliando un pezzo di groviglio con un coltello, ma la maggior parte erano già morti». Le autorità delle isole Cayman cercheranno di localizzare questa nuova "isola galleggiante" d’inquinamento per estrarla dal mare.

Nel frattempo, nel nostro piccolo, possiamo fare grandi cose: utilizzando oggetti e prodotti non usa e getta e se proprio ne siamo obbligati assicurandoci che quei materiali non vengano dispersi nell’ambiente. 

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