Il futuro dei trasporti può essere l’idrogeno? Secondo Toyota sì, e il colosso giapponese dei motori è sempre stata una casa automobilistica che ha anticipato i tempi. Era il 2014 quando fu realizzata la prima Mirai, che in giapponese significa futuro, prodotta in circa 10mila esemplari.

Realizzare nel 2014 una vettura alimentata ad idrogeno è stato qualcosa di molto rischioso. Sì perché i distributori non erano, e tutt’oggi non sono diffusi, anzi sono praticamente assenti in quasi tutti i Paesi. Ancora la grande utenza deve metabolizzare le auto ibride ed elettriche, che, nonostante stiano conquistando fette di mercato, non sono ancora molto diffuse.

Ma Toyota ha sempre avuto il merito di anticipare i tempi, più di venti anni fa lanciò la prima automobile ibrida e ancora continua con la ricerca e l’innovazione verso emissioni zero.

Toyota Mirai serie 2

Lo sviluppo dell’automobile è continuato, fino ad arrivare alla Mirai serie 2. Presentata a Tokyo quest’anno, sarà in commercio a partire dal 2020. La vettura è totalmente nuova passata da insolita berlina 3 volumi, diventa una grande coupé 4 porte con carrozzeria fastback, lunga 4,97 metri che poggia sulle grandi ruote con cerchi da 20 pollici.

 Il motore della Mirai è un motore elettrico. A differenza delle e-car tradizionali nella Mirai la corrente elettrica viene generata all’interno di una cella a combustibile dalla reazione chimica tra idrogeno e ossigeno. L’idrogeno presente nella cella si lega all’ossigeno prelevato dall’ambiente esterno per formare acqua: la reazione produce calore, acqua ed energia elettrica che viene utilizzata per alimentare il motore della vettura.

 I vantaggi dell’idrogeno sono molteplici sia per l’utente che per l’ambiente. È un elemento naturale, ampiamente disponibile nell’ambiente e che può essere impiegato per produrre energia rilasciando acqua come prodotto di scarto. Quindi a differenza delle e-car l’energia utilizzata è totalmente green, mentre per produrre l’energia elettrica si utilizzano anche i combustibili fossili.

Come fare il pieno

Il vantaggio per l’utente è la rapidità con cui si fa il pieno. Per ricaricare completamente una plug-in possono servire diverse ore, anche se nelle nuove vetture i tempi si stanno restringendo. Per fare il pieno di un’automobile ad idrogeno servono invece tra i 3 e i 5 minuti. Il grosso problema è che in Italia non ci sono distributori, sono solo 7 di cui solo 1 per automobili e 3 non ancora funzionanti. Il piano è di realizzarne almeno 100 entro il 2025, ma ad oggi nel nostro Paese è impossibile comprare un’automobile alimentata ad idrogeno.

L’unica nazione europea con una rete capillare di distributori di idrogeno è la Germania. Anche in Austria e in Olanda si trovano diversi distributori, ma non basta affinché si diffonda questa tecnologia.

Toyota Mirai a Milano

Chi volesse sperimentare l’automobile ad idrogeno e familiarizzare con le sensazioni di guida può farlo dal 21 al 24 ottobre a Milano. Nel corso dell’evento Focus Live è possibile scoprire la vettura.

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