Con l’inizio della distribuzione della Tesla 3, il modello più economico delle sue vetture che perdono così un tono esclusivo e diventano accessibili (e dunque più credibili) Elon Musk si merita il titolo di primo personaggio del mese di If. Ed è singolare che nell'epoca dominata dai social, dalle tecnologie personali e wearable, sia ancora il capitano di una azienda che produce automobili a mettere in fila suoi colleghi altrettanto visionari come Mark Zuckerberg, Jeff Bezos e tanti altri. Significa che la mobilità è ancora un valore supremo. Mobilità che Musk ha declinato e declina in mille modi diversi.

Formazione, ad esempio: sudafricano di nascita, ha studiato in Canada e negli Usa, costa Est, prima di arrivare a Stanford, costa Ovest, dalle parti della Silicon Valley per capirci, mollando un corso speciale dopo soli due giorni. Aveva l'urgenza di inventarsi qualcosa e infatti una delle sue prima avventure è stato il lancio di PayPalI computer sono stati subito il suo giardino preferito: si è mosso dai videogame con cui giocava sui commodore, inventando il primo codice già a 12 anni, fino a immaginare SpaceX, che nel 2012 è stata la prima compagnia privata ad attraccare alla Stazione Spaziale Internazionale. E all'inizio ha dovuto persino proteggersi da atti di bullismo che forse gli sono sembrati più che ostili incomprensibili, una immotivata perdita di tempo da parte di chi non capendolo ha provato a demolirlo. Non per niente, nello sterminato curriculum di Musk, c’è anche la fondazione di una società che si chiama “The boring company”. Tradotto? La “Che noia spa”.

Ma, come detto, è la mobilità il suo chiodo fisso. Lavora per andare nello spazio e infatti marcia controcorrente perché la Tesla è un’auto elettrica in un mondo che semmai si sta concentrando sui modelli ibridi a idrogeno. Ha proprio il chiodo fisso di andare nello spazio ma intanto è molto concretamente interessato alla soluzione del problema del traffico nelle grandi città statunitensi e del collegamento tra le stesse, perché è ben consapevole che in tema di alta velocità l’Europa è avanti anni luce, sì, misura esatta, rispetto agli Stati Uniti. Così si inventa Hyperloop, mega tunnel tecnologico che ognuno può paragonare a quello che vuole, tanto alla fine si arriva tutti allo stesso risultato: è una soluzione geniale, una specie di ascensore che si muove in orizzontale. Nessuno ci aveva mai pensato prima. Forse e più giusto dire che nessuno si era permesso nemmeno di affrontare un pensiero tanto costoso.

 Lui, Elon Musk, lo ha fatto e tanto basta per fargli vincere l’ennesimo premio, forse il più inutile per lui, il più chiaro invece per noi: Instant Future è il posto dove si incontrano tanti futuri diversi. Quelli presenti e quelli prossimi. Anche quelli passati. If vuol dire se. E se ... È una frase che può immobilizzare per la paura delle conseguenze, oppure che può scatenare le energie migliori. Musk ha scelto la seconda strada e pensa, anche per noi, a quando il nostro mondo di riferimento sarà la vita interplanetaria. Quando succederà? Chissà se Musk ha mai ascoltato Lucio Dalla: “L’anno che sta arrivando tra un anno passerà. Io mi sto preparando è questa la novità”.

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Instant Future (IF) è un progetto di comunicazione digitale sui temi dell'innovazione, del futuro prossimo e della tecnologia che migliora la vita dell'uomo.


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