Il terzetto che è più facile nominare è quello composto da Jobs, Gates e Zuckerberg. Il genio visionario, il business molto più pratico, il giovane nerd che ha cambiato la vita della gente inventando, di fatto, i social network. Ma, dopo Elon Musk, il secondo personaggio che merita un posto speciale nella galleria dei PersonaggIF, una sorta di hall of fame di Instant Future, è Jeff Bezos, il signor Amazon. Questa estate ha guadagnato anche il titolo di uomo più ricco del mondo, superando Bill Gates, a testimoniare il primato del commercio per come è stato rivisto da Amazon, anche con effetti collaterali non da poco. Ad esempio? La chiusura di tanti negozi e grandi magazzini, per ora negli Usa, ma presto potrebbe accadere anche qui in Europa.

Eppure, Jeff Bezos non è solo Amazon: è uno straordinario interprete di quegli incroci che sono permessi dalla tecnologia. Così all’inizio, lui che si è inventato la libreria più grande del mondo, ha portato sul mercato anche il kindle, il lettore elettronico. Doveva sparire il libro di carta, e non è successo, semmai si è fermato la crescita dei cosiddetti e-reader. Anche un altro prodotto cartaceo, anzi il prodotto per antonomasia, i giornali, dovevano sparire. E in effetti sono in crisi, ma Bezos si è preso niente meno che il Washington Post che lui sta curando, e guarendo, senza modificarne i codici genetici, semplicemente aggiornandoli e agganciandoli alla tecnologie possibili oggi. Tutti noi parliamo di droni, della loro possibile efficacia nella consegna delle merci, e Bezos anticipa tutti lanciando il servizio Prime con consegne quasi in tempo reale.

È partito, come da regolamento di Silicon Valley e dintorni, dal garage, orgoglioso della sua scelta di rinunciare a un incarico per seguire la sua passione: si sente in missione per cambiare il mondo. Passione che, realizzata, gli è servita per togliersi qualche sfizio: oggi è proprietario di oltre 1200 chilometri quadrati di terreni e non dovessero bastargli è proprietario di  Blue Origin, una compagnia aerea che si occupa di viaggi nello spazio. Il prossimo nome che dobbiamo iniziare a conoscere è quello di Alexa, la sua interfaccia aziendale per l’Intelligenza Artificiale che è come l’anno che sta arrivando di Lucio Dalla: lui, Jeff Bezos, si sta già preparando, questa è la novità. Il segreto per essere sulla breccia dal ‘94, con prima manifestazione pubblica di tanta forza in forma di lettera agli azionisti nel ‘97 ? In un’altra lettera agli azionisti, aprile 2017, ha scherzato sul suo chiodo fisso: «Jeff, quando passiamo al Giorno 2?, mi hanno chiesto quelli che mi sento parlare sempre di Giorno 1, Day 1. Il mio ufficio ad Amazon è in un palazzo che si chiama Day 1, e ogni volta che ho cambiato locali, ho portato il nome con me. Day 2 significa fermarsi. Poi si diventa irrilevanti. Poi il declino, poi …».

Vivere ogni giorno come fosse il primo dell’avventura, ci insegna Jeff Bezos. Non è nemmeno un segreto, di sicuro lui è il più bravo a interpretarlo.

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