L’India potrebbe non farcela a inviare sulla Luna il primo veicolo spaziale privato. Nonostante i grandi passi compiuti da questo Paese negli ultimi anni in tema spaziale, la startup Team Indus ha cancellato il lancio previsto per l’inizio del mese prossimo.

Il team indiano era uno dei 5 in lizza per il Google Lunar XPrice, una competizione spaziale sponsorizzata da Google e organizzata dalla XPrice Foundation, organizzazione no-profit nata per incentivare innovazioni tecnologiche, che mette in palio un premio di 20 milioni di dollari per la prima compagnia privata che riuscirà entro il 31 marzo a far atterrare un robot sulla Luna, che dovrà viaggiare per almeno 500 metri sulla sua superficie e trasmettere immagini in alta definizione.

Secondo quanto riportato dalla rivista Nature, la startup di Bangalore non sarebbe riuscita a pagare le spese per il lancio. Anche se l’India non è ancora in grado di eguagliare l’ingegneria spaziale americana o europea, la reputazione di questo paese nel settore è cresciuta molto grazie ai suoi ingegneri e le loro solide competenze tecniche, nonostante i loro bassi salari riducano significativamente i costi e di conseguenza lo sviluppo. Tanto che recentemente l'Agenzia spaziale Italiana (Asi), per bocca del suo presidente, Roberto Battiston, l'ha definita "uno dei giganti dello spazio". Il paese asiatico non ha un programma spaziale ancora approvato, ma sta lavorando e nel suo futuro c’è anche la possibilità di mettere in orbita degli astronauti.

Instant Future

Instant Future (IF) è un progetto di comunicazione digitale sui temi dell'innovazione, del futuro prossimo e della tecnologia che migliora la vita dell'uomo.


Social


© Copyright 2018 Instant Future - All rights reserved.