La Brigham Young University dello Utah ha realizzato quello che finora è stato solo immaginato da Hollywood. Gli ologrammi visti sul grande schermo ora sono più reali che mai, grazie alle “sculture di luce” tridimensionali che si muovono.

A differenza degli ologrammi finora realizzati in laboratorio, queste immagini possono essere osservate da qualsiasi angolazione e senza ricorrere a lenti speciali. Per realizzarle, il team di Daniel Smalley ha creato una “trappola di luce”, o meglio hanno intrappolato un oggetto con le dimensioni di un granello di polvere, per poi illuminarlo con un fascio di luce laser che cambia colore.

Queste particelle funzionano come pennelli veri e propri, che immersi nei vari colori della luce dipingono immagini 3D nell’aria. Si disegna un pixel alla volta, spostando nello spazio a tre dimensioni la microparticella che diffonde la luce che la illumina. Unica “falla”, se così si può chiamare, è che le immagini ottenute sono piuttosto piccole: non più grandi della punta di un pollice, ma sono ad altissima risoluzione.

L’utilità? Potrebbero essere impiegate per formare medici ad eseguire interventi più complessi attraverso la visualizzazione del corpo umano in 3D, o ancora per avere mappe più precise per il controllo del traffico aereo

 

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